Poesia e primavera: bellezza e rinascita


Poesia e primavera: bellezza e rinascita.
A tutti, prima o poi, capita di chiedersi che senso abbia l’effimera esistenza dell’uomo, il significato profondo della vita e per che cosa valga la pena vivere.
Non esistono risposte univoche a queste domande, ciascuno deve trovare le proprie, lungo il cammino che è chiamato a percorrere su questa terra.
Con il tempo, io mi sono persuasa che, una fra le tante ragioni per cui vale la pena di vivere sia la bellezza, intesa non come canone estetico, bensì come quella pienezza, compiutezza, senso dell’infinito che possiamo cogliere nelle piccole cose che ci circondano ogni giorno: la perfezione dei petali di un fiore, il ritmo perenne delle onde del mare, il bagliore di una stella cadente che illumina il cielo notturno…..E la poesia, che su siffatta bellezza ci fa spalancare gli occhi e riporta la nostra attenzione, quando ci lasciamo sopraffare dall’abitudine, dagli impegni, dallo stress.
Sì, io credo che la poesia sia uno di quei piaceri della vita, completamente gratuito e accessibile a tutti, a cui nessuno dovrebbe rinunciare: leggere poesia è trovare ristoro negli affanni e nelle preoccupazioni, prendersi una pausa da quella corsa ad ostacoli che è la quotidianità, esplorare stanze del proprio mondo interiore in cui non siamo mai entrati o dalle quali vorremmo fuggire, riconciliarsi con la parte più autentica di noi.
Leggere poesia è, anche, sentirsi meno soli nell’angoscia e nelle sofferenze, perché il tormento che muove il poeta è universale e trasversale nel tempo: tutti gli uomini, in tutte le epoche, si sono sentiti in balia di emozioni, sentimenti e passioni, smarriti dinanzi agli eterni interrogativi sulla condizione umana, sulla caducità della vita terrena, sulla fragilità dell’esistenza.
Il poeta va alla ricerca delle risposte scavando dentro di sé, esplorando quell’infinito che è in ciascun uomo, lasciandosi ispirare e rapire dalla bellezza e dall’amore, sublimando il dolore e la perdita, e riesce a trasformare quelle che, altrimenti, sarebbero piccole e insignificanti parole, in un canto che sgorga da lui e si diffonde tutto intorno, in un balsamo per l’anima, in versi potenti che entrano in chi legge, rievocando emozioni, risvegliando o domando passioni, lenendo ferite, in un moto interiore che si conclude con un nuovo slancio verso la vita.
Mai scelta, dunque, fu più appropriata, a mio avviso, che far coincidere la Giornata mondiale della Poesia con il primo giorno di primavera: Il poeta compie un lungo viaggio nel buio e nell’inverno che ha dentro, accendendo luci e piantando semi di speranza, di ispirazione, di creatività, che germoglieranno esplodendo in poesia, rinascita e nuova bellezza, esattamente come la natura fa col mondo quand’è, finalmente, primavera.

Marie Morel

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