Pizza, cartoni animati e un pizzico di magia


Scrivere di enogastronomia in Italia può sembrare facile, ma non lo è, perché è come trovarsi in un enorme giardino nel pieno della fioritura primaverile, tra colori sgargianti e profumi inebrianti e dover scegliere, tra tanti, il fiore che si preferisce.

 

Se, poi, chi scrive ama il cibo, il vino e la convivialità a prescindere dalle preferenze, ma perché crede che si tratti di uno dei piaceri della vita essenziali, allora la scelta si fa ardua.

 

D’altro canto, il pericolo è quello di cadere nella banalità, nei luoghi comuni, di riproporre argomenti che sono stati trattati e ritrattati all’infinito… Io correrò questo rischio e parlerò della pizza.

Sì, perché sono poche le cose che fanno sentire gli italiani sparsi nel mondo riuniti sotto la stessa bandiera ed una di queste è, secondo me, sedersi davanti ad una calda, profumata, saporita pizza, ovunque essi si trovino.

Proprio per quei tre colori che rappresentano la bandiera italiana, il rosso del pomodoro, il verde del basilico e il bianco della mozzarella, secondo l’ormai famosa storia, la regina Margherita di Savoia amò tanto quella pizza che porta il suo nome, oltre che per la sua semplicità e il gusto straordinario. Miti e leggende si rincorrono sulle vere origini della pizza, ma tra i tanti racconti, il mio preferito è quello frutto della fantasia di Umberto Marino e Paolo Cananzi, che hanno dato vita ad un gioiellino d’animazione tutto italiano: “Totò Sapore e la magica storia della pizza”, diretto da Maurizio Forestieri e prodotto da “Lanterna magica”, un piccolo studio con sede a Torino.  

La storia narra di come Totò Sapore, un giovane squattrinato col sogno di diventare cuoco, con la collaborazione di un bizzarro Pulcinella ed altri magici aiutanti, riesca a mettere pace tra Napoli e la Francia, in guerra per futili motivi, sfamando le truppe e riportando l’allegria in città, grazie alla pizza.

Mi piace questo film, perché condivido l’idea che nella pizza ci sia un po’ di magia: quella del lievito, che trasforma l’acqua e farina in un soffice impasto, delle mani che lo lavorano energicamente, del fuoco che lo rende dorato e fragrante, quella degli ingredienti che si fondono in un’alchimia perfetta che ha il sapore di casa e di quell’allegria infantile che esplodeva, quando la mamma mi diceva che c’era la pizza per cena ed un giorno normale diventava, improvvisamente, speciale.

In un attimo mi rivedo bambina, in un lungo e noioso pomeriggio invernale, nel tepore e nell’intimità della cucina, a sbirciare sotto un tovagliolo come l’impasto stesse lievitando, o accovacciata accanto al forno, in trepidante attesa, durante la cottura; oppure in una sera d’estate, intorno al tavolo, con amici, a ridere e scherzare. Perché questa è la vera magia della pizza, che non si riduce al piacere di mangiarla, ma si espande ai nostri ricordi, alla nostra tradizione, al nostro senso di appartenenza e rievoca in noi, a qualunque latitudine, parole come casa, famiglia, amici, festa, allegria, facendo comparire sul nostro volto il sorriso.

Se ti piacciono gli articoli di Marie Morel segui qui il suo blog personale.

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