La Milano che non ti aspetti: un itinerario tra vecchia e nuova metropoli


Capitale della moda e del design italiano, dell’editoria e dei mercati finanziari nostrani grazie alla famosa “Borsa”, Milano sembra essere la meta ideale solo per un weekend mordi e fuggi in giorni di saldi o di Black Friday. Ma siete proprio sicuri che sia davvero così? Quanti di voi, invece, hanno mai pensato di trattenersi in città per un soggiorno un pochino più lungo e totalmente turistico?

Certo, considerare il capoluogo lombardo una destinazione per un viaggio relax è cosa assai ardua da immaginare (e da praticare! Provare per credere…), vista la nomea di città perennemente di fretta che (non a torto, ad essere sinceri) si porta cucita addosso, tra un aperitivo sui Navigli di qua e una conference call con l’ufficio centrale in San Babila di là, dopo corse e spintonamenti vari in metropolitana all’ora di punta; sfuggente, frenetica, proiettata verso il futuro e l’innovazione, l’anima profonda di Milano sembra davvero difficile da cogliere e, soprattutto, da raccontare a chi è poco pratico di questi luoghi e/o del Bel Paese conosce (e sogna ad occhi aperti) solo i piccoli borghi arroccati su dolci pendii, con le stradicciole lastricate e i gerani appesi ai davanzali.

Se volete scoprire davvero la caotica metropoli del Nord Italia, ma avete purtroppo poco tempo a disposizione, vi consigliamo un breve itinerario low cost da percorrere interamente a piedi, tra mete già note e altre un po’ meno. Pronti?

  1. Mappa alla mano, il punto di ritrovo e di partenza sarà la centralissima piazza Duomo, per la foto di rito, dando le spalle alla cattedrale e dribblando turisti e piccioni molesti. Non vi sfuggirà, naturalmente, che lo sfondo della vostra fotografia o del vostro selfie sarà costituito da uno dei pochissimi esempi di architettura gotica in stile fiorito presente sul suolo italiano (data la collocazione geografica di Milano, l’influenza francese è, infatti, piuttosto forte) e non vi lascerete certo ingannare dal tripudio di statue e pinnacoli trasudanti aria di Medioevo: per completare il Duomo ci sono voluti, infatti, svariati secoli, tanto che la facciata in marmo rosa di Candoglia è stata ultimata… solo nell’Ottocento! esattamente come la piazza antistante il sagrato, risistemata negli stessi anni da Giuseppe Mengoni; per osservare del vero gotico duro e puro e del vero lavorato trecentesco, dovrete spingervi, piuttosto, sul retro della chiesa, nella zona dell’abside poligonale, decorata da statue, da bassorilievi e da vetrate coloratissime.
  2. Ancora in piazza Duomo, aguzzate la vista: alla vostra destra, leggermente arretrato rispetto alla facciata della cattedrale, potrete ammirare Palazzo Reale, opera dell’architetto Giuseppe Piermarini ed esempio mirabile di dimora in stile neoclassico (così chiamato perché un tempo fu abitato niente meno che dagli Asburgo! mentre oggi periodicamente ospita prestigiose mostre temporanee), affiancato dal poderoso Palazzo dell’Arengario (oggi sede del Museo del Novecento e della sua collezione permanente, ma pensato originariamente come sede del Comune cittadino in sostituzione di quello già esistente, detto “vecchio Broletto” e posto all’imbocco della vicinissima via dei Mercanti), edificato tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso su progetto di Muzio, Portaluppi, Griffini e Magistretti. Alla vostra sinistra, invece, non potrete non notare la maestosa Galleria Vittorio Emanuele II (altro soggetto prediletto per foto ricordo), costruita nell’Ottocento, sempre dal Mengoni, in stile neorinascimentale come strada coperta di collegamento tra Piazza Duomo e Piazza della Scala, sede dell’omonimo teatro; se la percorrerete per un buon tratto, sotto la cupola di vetro vi ritroverete circondati da una forma ottagonale definita (per l’appunto) l’“Ottagono”, oggi come allora sede dei cafè più antichi e lussuosi della città, oltre che delle boutiques più costose del circondario (un piccolo assaggio, insomma, di quello che vi aspetterà se avrete tempo e voglia di camminare fino al cosiddetto “Quadrilatero della moda” – sì, la geometria piana piace proprio ai milanesi! –, costituito dalle vie Montenapoleone, della Spiga, Manzoni e corso Venezia). Sul pavimento a litostrato della galleria sono rappresentate le insegne della città e una in particolare è molto amata dai turisti e dagli scaramantici in generale (non tanto dal Comune però che deve provvedere a continui restauri!), poiché si dice che, roteando il tallone sui testicoli del toro rampante a mosaico in campo azzurro posto nel braccio sinistro della Galleria, ci si assicurerà una seconda visita al capoluogo lombardo.
  3. Proseguendo fino alla fine della Galleria, vi ritroverete in Piazza della Scala: tra un albero e l’altro, non potrete non sentire su di voi lo sguardo fiero di quel genio a tutto tondo che fu Leonardo da Vinci, la cui statua è collocata proprio al centro della piazza; celebre artista, architetto, ingegnere, scultore toscano, egli collaborò a fine Quattrocento con Ludovico il Moro (duca di Milano e figlio di Francesco I Sforza), e rese grande e modernissima la città grazie, ad esempio, alla serie di chiuse ideate per rendere navigabili i Navigli (cioè i fiumi cittadini), e la cui opera più nota ed emblematica è il famoso Cenacolo dipinto sulla parete settentrionale del Refettorio della Chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie, ubicata in fondo a corso Magenta. Ai due lati opposti della statua di Leonardo si trovano Palazzo Marino, diventato sede del Comune dal 1861 (data che segna l’unificazione nazionale), ma costruito nel Cinquecento dall’architetto Galeazzo Alessi, e il Teatro alla Scala, mirabile opera del già citato Piermarini. Vanto della città grazie alla sua prestigiosissima Accademia di ballo e agli spettacoli d’opera e ai concerti presenti in cartellone tutto l’anno, il teatro inaugura ogni anno la sua stagione il 7 dicembre, giorno in cui Milano festeggia il suo patrono, Sant’Ambrogio (al quale, peraltro, è dedicata una splendida chiesa romanica in mattone a vista all’esterno e marmo bicromo all’interno, ubicata nella zona omonima, nella quale sono contenute le sue spoglie). Proprio accanto al famoso teatro, sulla destra, inizia via Verdi: imboccandola, vi ritroverete presto in via Brera, cuore pulsante della vecchia Milano e ritrovo di artisti.
  4. Una volta approdati nel bel mezzo del quartiere di Brera, sede della prestigiosa Pinacoteca, dell’Accademia di Belle Arti e della Biblioteca Braidense (collocata in fondo rispetto al cortile con la statua di Napoleone, in cima a una scalinata e con ancora all’interno gli scaffali in legno e i soffitti dipinti a trompe-l’œil), sentitevi pure liberi di perdervi nei vicoli stretti e tortuosi dove, nelle sere estive, alcune cartomanti cercheranno di curiosare nel vostro futuro, oppure, d’inverno, luminarie e luci natalizie invaderanno letteralmente la zona, dandone un’aria piuttosto suggestiva. Brera era, infatti, il quartiere degli artisti, fatto di stradine strette e dalle forme piuttosto bizzarre, che si intersecano tra loro formando angoli inusuali (eco del passato medievale della città, in cui non esistevano larghi viali perpendicolari o paralleli, tipici, invece di insediamenti latini come ad esempio Torino, costruita sull’impianto dell’antico castrum romano), sulle quali si affacciano piccoli appartamenti attraverso altrettanto piccole finestre. Quando ne avrete avuto abbastanza (o meglio, quando l’orologio vi imporrà di averne avuto abbastanza), proseguendo lungo via Solferino, incrocerete corso Garibaldi e procederete verso nord fino oltre Porta Garibaldi, una delle antiche porte della città vecchia, squarci che si aprivano nella cerchia di mura che circondavano Milano (la cui migliore descrizione è contenuta nei Promessi sposi, romanzo di ambientazione secentesca scritto da quell’intelletto fine che fu Alessandro Manzoni).
  5. Una volta lasciato alle vostre spalle in quartiere degli artisti, vi troverete catapultati nel bel mezzo della movida di corso Como, zona piena di locali e di posticini alla moda, uno dei quali non potrà che lasciarvi di stucco: non farò nomi, ma vi basti sapere che, contrassegnato da un ingresso piuttosto anonimo, questo luogo nasconde un vero e proprio giardino incantato, illuminato in ogni stagione da centinaia di lampadine che rendono l’atmosfera, gli acquisti e i costosi aperitivi davvero magici. Proprio questa parte del capoluogo lombardo, ultima tappa del nostro breve itinerario, in anni recentissimi è diventata, infatti, oggetto del rinnovamento urbanistico cittadino: assieme al nuovissimo quartiere di “City Life” (zona Portello) e alle tre torri degli “archistar” Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, l’area raccolta attorno alla stazione Garibaldi forma il polo più innovativo e all’avanguardia in campo architettonico di Milano, dove nelle sere o nei pomeriggi invernali, passeggiando all’ombra del Bosco Verticale dello Studio Boeri, potrete trascorrere qualche ora in compagnia di amici o della vostra dolce metà pattinando sul ghiaccio, o curiosando tra i mercatini disposti tra piazza Gae Aulenti e Alvar Aalto (entrambi celebri architetti, la prima, in particolare, è stata responsabile della risistemazione urbanistica della zona Cadorna).

Se questo breve excursus sulla metropoli del Nord Italia vi ha incuriosito, non potrete che concordare con noi sul fatto che, come si dice da quelle parti, Milan l’è semper on gran Milan!

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dicembre 12, 2018

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