Archivio mensile Giugno 2018

Lucia RotaDiLucia Rota

Matera

 

Morten Beiter scrive un articolo su Matera pubblicato da Weekendavisen il 9 maggio scorso.

Si riferisce  alla visita di Luisa Levi  al fratello Carlo condannato al confino ad Aliano (in  provincia di Matera) perché antifascista e al libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” pubblicato da  Einaudi nel 1945.

80 anni dopo  Morten Beiter va a Matera .

Si  ferma a guardare la città dal Sasso Barisano che Luisa Levi  aveva paragonato all’inferno.

Nel 1993 Matera è  riconosciuta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

10 anni dopo vi viene girato il film “La passione di Cristo “con Mel Gibson.

In passato i politici parlarono di Matera come “vergogna nazionale”. Si corse ai ripari .  

Dalla ”città alta” si cominciò  a scendere nella città vecchia dove oggi   abitano 3000 persone sulle 60000 che abitano a Matera.

Abitare qui  non è come abitare in altre vecchie città italiane note per la loro bellezza.”- dice Raffaele Pentasuglia.  Aveva lasciato la città per Milano dove aveva studiato fisica. Nel 2008 ritorna a Matera. “ Come fisico non ho un futuro.Torno a Matera e mi occupo di ceramica per i turisti” . Un  turista entra nella sua bottega. Desidera  comprare un “monachicchio” figura di creta che rappresenta una specie di nanetto burlone. Tra i  temi prediletti di Pentasuglia c’è il mondo fantastico popolato da gnomi e fattucchiere della tradizione magico- popolare lucana.

In una costruzione in fondo al Sasso Barisano c’è la sede di Fondazione Matera 2019. La direttrice Rossella Tarantino  parla di alcune mostre in programma. Una  si occuperà di turismo con i suoi aspetti positivi e negativi (  vedi Firenze e Venezia , diventate talvolta brutta copia di sè.)

 

A Matera, capitale europea della cultura 2019, ci si aspetta almeno un milione di visitatori.

 

Nella Pinacoteca , nel bel Palazzo Lanfranchi, una volta sede del liceo classico e dove insegnò Pascoli, si possono ammirare quadri di  Carlo Levi. Tra questi, imperdibile, la sua grande tela dedicata alla civiltà contadina lucana che l’artista ebbe modo di conoscere durante i mesi di confino.

 

Morten Beiter parla con la direttrice Marta Ragozzino anche di altro come ad esempio dove  si può cenare. Lei nomina l’Osteria Malatesta a due passi dalla bellissima piazza San Giovanni nel  centro storico di Matera . La cucina è casalinga. Durante le calde serate estive , in piazza San Giovanni, proprio vicino all’ osteria, spesso ci sono concerti . L‘osteria è nata e continua ad evolversi attraverso il contributo di tanti “amici”. I menù li ha realizzati un “amico” che lavora il cuoio.  Le brocche in cui si serve il vino sono dipinte a mano da un’ amica ceramista.

L’osteria è anche un cibo per l’anima.  Scrittori, scultori e fotografi possono esporre sulle pareti dell’osteria le loro opere.  I concerti dell’osteria sono ormai un appuntamento fisso per la musica dal vivo a Matera.

 

Quest’articolo di Morten Beiter é un invito ad andare a Matera per scoprirne la storia e la bellezza.

 

 

Pinuccia PanzeriDiPinuccia Panzeri

”Scherzetto” di Domenico Starnone, Casa Editrice Einaudi, 2016

Daniele Mallarico, famoso illustratore che vive ormai da anni a Milano, dove ha una brillante carriera, è chiamato dalla figlia per badare al nipote Mario, che vive a Napoli, per alcuni giorni in cui lei e il marito, entrambi studiosi di matematica, saranno assenti per un convegno. A malincuore così il protagonista di Scherzetto, ormai anziano e abituato a vivere da solo dopo anni di vedovanza, accetta e così lascia le sue faccende quotidiane per andare a badare a questo bambino di quattro anni che per lui è un perfettto sconociuto. Non sarà certo facile il ritorno dopo anni a Napoli sua città natale con tutto ciò che questo comporta a livello emotivo.

Una trama semplice che si sviluppa in un arco di quattro giorni, in cui nonno e nipote imparano a conoscersi e ad amarsi talvolta, ma anche, molto più spesso, a non tollerarsi reciprocamente. Riuscire a far passare i giorni che li separano dal ritorno dei genitori diventa un’ impresa, il bambino desidera giocare, il nonno lavorare, soprattutto per potersi allontanare dal bambino per un pochino e negli intramezzi per meglio sopportarsi usano l’escamotage dello scherzetto tra di loro, anche se spesso il piccolo Mario essendo un bambino piccolo non riesce a capirne il limite e questo comporterà qualche problema. Così tra uno scherzetto e l’altro nonno e nipote cercheranno di riuscire a superare e sopportare qualche giorno in compagnia l’uno dell’altro.

Due maschi si fronteggiano, sangue dello stesso sangue. Tra quattro mura e un balcone si svolge il racconto affilato, perfido e divertente, uno “scherzetto” da camera. E’ il riesame di una esistenza sollecitato da una sorta di competizione con il nipotino saccente. Una guerra feroce tra i due e se stesso, tra il tempo andato e quello attuale, tra la capacità di esprimersi con l’arte e la consapevolezza di non esserne più in grado

 

Giuliana HolmDiGiuliana Holm

Benvenuti al sud / Welcome to the South

Tema: Commedia

Regista: Luca Miniero, 2010

Interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini

 

 

 

 

 

 

Alberto è responsabile delle poste della bassa Brianza e spera in un trasferimento nel centro di Milano. Per non deludere le speranze della moglie e del figlio, decide di spacciarsi per disabile. Sarà scoperto e come punizione, gli sarà imposto un trasferimento in Campania, in un piccolo paese del Cilento. Per un lombardo pieno di preconcetti sul meridione come lui, la prospettiva di vivere almeno due anni in quei luoghi rappresenta un incubo. Munito di giubbotto antiproiettile si avventurerà di malavoglia verso il sud. Il film è un remake della versione francese Bienvenue chez les Ch’tis (2008). Le location del film ci porteranno verso i panorami mozzafiato di Santa Maria di Castellabate.

 

Benvenuti al Sud – Trailer Ufficiale (HD)

Giuliana HolmDiGiuliana Holm

Non ci resta che piangere/ Nothing Left to Do But Cry/ 1984

In Italia il “cineturismo” è una forma consolidata del turismo e ci sono molte agenzie turistiche specializzate nell’offerta di visite guidate nei luoghi dove sono state girate scene di film famosi. Molti turisti vengono da tutto il mondo e fanno la fila per visitare e conoscere i famosi set cinematografici, sia dei film di Hollywood, ambientati in Italia, ma anche dei film italiani. La mia attenzione è principalmente sui film italiani girati in Italia.

 

Tema – Commedia

Non ci resta che piangere/ Nothing Left to Do But Cry/ 1984

Registi: Roberto Benigni, Massimo Troisi

Interpreti: Roberto Benigni, Massimo Troisi, Iris Peynado, Amanda Sandrelli

Set cinematografici: Toscana & Lazio

 

 

È il mio film preferito, infatti, nell’estate del 1984 avevo diciotto anni e i due comici Roberto Benigni e Massimo Troisi hanno accompagnato il sorriso nella mia gioventù spensierata. Il film è uscito un anno prima del famoso film americano Ritorno al futuro (1985). Unico film in coppia di due grandi amici e straordinari interpreti, Non ci resta che piangere (1984) è ricco di citazioni storiche ed è rimasto nell’immaginario collettivo per le invenzioni e gli sketch di Troisi e Benigni. Sono le gag dei due talenti a sostenere l’intero film. Beningni e Troisi sono anche i registi e gli sceneggiatori. Il bidello Mario (Troisi) e l’insegnante Saverio (Benigni), trovato chiuso un passaggio a livello, passano la notte in una locanda, ma la mattina scoprono di essersi risvegliati a “Frittole”, nel 1492.

Mario, per stupire la giovane e bella Pia (Sandrelli) si vanta di aver scritto l’inno nazionale di Mameli. Canta per lei anche Yesterday dei Beatles, Volare ecc. Quando incontrano Leonardo da Vinci gli insegnano a giocare a scopa. Il loro obiettivo è di impedire a Cristoforo Colombo di scoprire l’America in modo che la sorella di Saverio non incontri mai il suo fidanzato americano che la farà soffrire e il popolo autoctono eviterà la violenza subita nel corso dei secoli. Sarà un viaggio nel tempo in cui non si può fare a meno di sorridere. Il film è un viaggio nel tempo attraverso gli splendidi paesaggi rinascimentali della Toscana e il Lazio, poco prima che Cristoforo Colombo salpasse da Palos (Spagna) nel 1942.

Il film è stato girato tra Capranica (Viterbo, per la scena iniziale del passaggio a livello), Lago di Bracciano (Roma, per la scenda dei protagonisti che si rifugiano sotto un albero per ripararsi dalla pioggia, quando un fulmine innescherà il processo che li conduce nel 1400 – quasi 1500), al Castello di Rota (Tolfa, Roma, per la famosissima scena della dogana “un fiorino!”), Parco archeologico di Vulci (nella Maremma laziale, in provincia di Viterbo, per la scena di Leonardo da Vinci che effettua gli esperimenti). La scena toscana è girata nella suggestiva spiaggia di Cala di Forno (maremma grossetana, nel comune di Magliano in Toscana, nel cuore del Parco Naturale della Maremma; è qui che viene girata una delle scene finali del film, quando arrivano correndo sulla spiaggia spagnola di Palos per fermare Cristoforo Colombo che però è già partito).

 

Non ci resta che piangere – Lettera a Savonarola

 

Marie MorelDiMarie Morel

Appunti di viaggio: l’isola di Ischia (parte seconda)

Proseguendo questo brevissimo viaggio immaginario nella splendida isola di Ischia, attraversiamo rapidamente gli altri tre comuni: Forio, Barano e Serrara Fontana.

Il nome del comune di Forio deriva dal greco “phòros” ferace, fertile ed infatti è proprio qui che, grazie alla fertilità del suolo e alla favorevole esposizione a occidente, vengono prodotti grandi quantità dei pregiati vini ischitani. Esso è suddiviso in varie zone: Zaro, Marecoco, Citara, Cuotto, Cignano, San Francesco, Scentone Monterone, Cierco, San Domenico, Casa Pietra Mosca, Santa Maria del Monte, Pietra Martone, Ciglio, Battaglia, Fiorentino e Panza.

La caratteristica principale di questo comune sono le torri, che si stagliano lungo tutto il territorio, costruite a difesa dalle numerose scorrerie barbaresche. La più famosa è il Torrione, che è divenuto il simbolo del paese ed oggi è sede di mostre ed eventi.

 Le spiagge di Forio sono famose, oltre che per la loro bellezza, anche perchè qui si verifica un raro effetto ottico, grazie al quale, con un po’ di fortuna, è possibile assistere ad uno dei tramonti più spettacolari al mondo: mentre il sole scompare nell’acqua all’orizzonte, un raggio di luce verde smeraldo avvolge lo spettatore, una caratteristica questa, che accomuna Ischia a poche altre località, come i Caraibi e il Madagascar.

 

La spiaggia di Citara è la più grande di questo comune. Nota soprattutto perché ospita il parco termale del Poseidon, è facile da raggiungere e offre ai turisti un’ampia scelta tra stabilimenti privati e spiagge libere. Da qui, poi, è possibile ammirare gli scogli degli innamorati, due blocchi di tufo che, modellati da vento e mare, hanno assunto le sembianze dei profili di due amanti che stanno per baciarsi.

Selvaggia e nascosta rispetto al centro cittadino, la spiaggia di Cava dell’isola, quasi tutta libera, è la più amata dai giovani, con i suoi campi di beach volley e musica da ballare in riva mare, che si protrae fino a sera. Per chi ama la tranquillità, invece, le spiagge ideali sono quelle di San Francesco e quella di Chiaia con fondali bassi e sabbiosi e mare cristallino.

Nella frazione di Panza, percorrendo 200 gradini, si raggiunge la baia di Sorgeto, che è unica al mondo per le sue caratteristiche. In riva al mare, infatti, ci sono delle vasche naturali delimitate con dei sassi, alcuni dei quali, se sfregati, formano una sostanza fangosa che ha proprietà rigeneranti e curative per la pelle. Al di sotto delle vasche naturali vi sono delle sorgenti di acqua calda, che possono raggiungere anche temperature piuttosto elevate e si rinfrescano incontrando le onde del mare. Proprio grazie al tepore delle acque, la baia di Sorgeto è frequentata anche di notte e in tutte le stagioni, per godere dei benefici e del relax di quel bagno rigenerante, che solo nelle sue vasche è possibile fare.

A circa 287 metri sul livello del mare c’è il comune di Barano d’Ischia, che si compone delle frazioni di Buonopane, Testaccio, Fiaiano e Piedimonte e di numerose altre località.

La storia del comune di Barano è molto antica: il suo territorio è composto da molti agglomerati di età romana sviluppatisi nel Medioevo e divenuti più ampi tra ‘700 e ‘800.L’etimologia del nome traduce Barano in “luogo delizioso”, per il potere medicamentoso delle acque di Olmitello e di Nitrodi.

Comune ricco di storia e di tradizioni, ha sempre avuto una vocazione prevalentemente contadina e viticola e custodisce il patrimonio di antiche tradizioni, come ad esempio la “ ‘Ndrezzata” un ballo che ricorda la pace tra le fazioni dei Moropanesi e dei Baranesi raggiunta nel lontano ‘600. L’unica spiaggia del comune di Barano è quella dei Maronti, che si raggiunge dalle pendici del Monte Epomeo percorrendo una strada fatta di tornanti ed è tra le spiagge più frequentate, soprattutto dai giovani, per il suo carattere a tratti selvaggio e perché offre una serie di attività, come il beach volley e il Sup , che rendono l’ambiente piuttosto movimentato.

Alle pendici del Monte Epomeo sorge il comune di Serrara Fontana, in cui sono ben radicate le antiche caratteristiche contadine e montanare, folklore e tradizione. Ancora oggi, esso è costituito da varie località, ciascuna dotata di una sua storia: Noja, Calimera, Pantano, Ciglio, Succhivo e Sant’Angelo.

Il toponimo di Serrara deriva da “Serrano” che significa “chiuso tra i monti”, mentre la frazione più antica è quella di Fontana il cui toponimo deriva da “Funtane” – “Fundus” cioè il fondo di Sant’Andrea, una sorgente scoperta nel secolo scorso in seguito a una frana.  I due paesi, quello di Serrara e quello di Fontana, erano in antichità villaggi di pastori e contadini divenuti un comune unico nel 1806.

Fontana è il comune più in alto dell’isola e conserva ancora le caratteristiche case di pietra e nella piana della Falanga, le tipiche “fosse della neve” in cui, secondo alcune usanze, veniva conservata la neve o la grandine durante l’inverno per assicurarsi un minimo di rifresco durante la calura estiva.

 

La piazza principale di Serrara si affaccia sulla costa della frazione di Sant’Angelo, chiamata la “piccola Capri”, che comprende un piccolo borgo marinaro, molto caratteristico e suggestivo con i suoi vicoletti e le case, addossate le una alle altre e da quattro splendide spiagge, dove il mare cambia colore assumendo sfumature verde smeraldo.

La vita del piccolo borgo è organizzata intorno alla piazzetta dove si svolge la vita mondana, tra importanti bar e ristoranti che richiamano il turismo d’élite. La piazzetta si affaccia sull’istmo che lega alla terra ferma lo scoglio di Sant’Angelo, una roccia trachitica di forma conica che si eleva a 104 m dal mare sulla cui sommità è possibile scorgere una piccola torre diroccata, raggiungibile attraverso un sentiero abbandonato.  A pochi passi dalla piazzetta c’è la spiaggia di Sant’Angelo, con stabilimenti balneari privati lussuosi ed eleganti; nascosta all’interno di una piccola insenatura tra i costoni c’è la spiaggia di Cava Ruffano; tanti piccoli scalini in pietra, poi, conducono alla spiaggia di Cava Grado, un angolo di paradiso dove potersi godere sole e mare in assoluto relax, prediletta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, quando trascorre le vacanze ad Ischia. Qui a Sant’Angelo, infine, si trova una piccola spiaggia dove l’attività vulcanica dell’isola è forte ed evidente con le Fumarole. In quest’area il sottosuolo emana una grande energia termica, che produce nuvole di vapore nell’arie e bolle di gas nell’acqua del mare. Sin dall’antichità, l’aria calda emanata dal sottosuolo è stata usata per curare il corpo, con le sabbiature, traendo tutti i benefici possibili da questo fenomeno naturale.

Le Fumarole, secondo un’antichissima usanza, ancora oggi, soprattutto durante le sere d’estate, vengono utilizzate anche a scopo culinarie per cucinare al cartoccio. Le pietanze vengono avvolte nella carta stagnola, insabbiate e cucinate da questo vapore che conferisce ad esse un gusto unico al mondo. In una delle cave presenti lungo la baia vi è poi Cava Scura, un’antica ma potente sorgente di acqua termale, che sgorga tra il tufo verde, dove è possibile adagiarsi e rilassarsi, come già facevano gli antichi greci e romani che scoprirono le virtù di queste acque terapeutiche e furono i primi a beneficiarne. Da quest’antica sorgente termale attingono tre dei più importanti parchi termali del comune di Serrara Fontana: Aphrodite, Apollon e Tropical .

 

Continua…….

 

Marie