Archivio mensile Aprile 2019

Pablo Paolo PerettiDiPablo Paolo Peretti

INTERVISTA CON FRANCESCA RICCHI DI BOLOGNA :

1)     Come vedi la figura del poeta ai giorni nostri?

Il poeta è sempre stato una figura difficilmente compatibile con i banali stereotipi sociali, e anche se esistono eccezioni, normalmente è a disagio di fronte alla “normalità” e insoddisfatto della mediocrità, e meschinità, del quotidiano. Anche le imposizioni, i limiti del quieto vivere, hanno sempre un po’ cozzato con la necessaria apertura spirituale e mentale che la poesia richiede. Sicuramente la sofferenza è sempre stata la più fedele compagna del poeta. Quindi al giorno d’oggi, il poeta, si sentirà parimenti un escluso (anche per scelta più o meno drammatica). Forse ciò che manca attualmente sono forti personalità editoriali decise a trovare e promuovere i veri poeti (mentre ci sono buoni critici), inoltre abbondano opportunità di diffondere falsa poesia, connessa spesso al tragico narcisismo imperante.

2)     Scrivere poesia è da pazzi. Dicono non abbia mercato/futuro. Cosa ti spinge a scrivere poesia nonostante la si cerchi di sminuire?

Non credo che il poeta si ponga il problema del mercato, mentre se lo pone sicuramente chi fa il poeta. Non conosco molti poeti che si siano arricchiti in vita, e pochi sono anche coloro che abbiano avuto il giusto riconoscimento da vivi. Il poeta è la sua poesia, il resto è marketing.

3)     Diceva un famoso poeta che il peggior nemico di un poeta è un poeta. Cosa ne dici di questa affermazione?

Rimango sulla mia idea che sia necessario distinguere tra i sedicenti poeti e i Poeti. Chi è Poesia difficilmente sarà nemico di qualcuno, soprattutto di chi sia poeta come lui.

4)     Come ti sei sentita quando ti hanno definita ”poeta”. Chi è in definitiva un poeta?

Nessuno mi ha mai definito così. Il poeta è un veggente, qualcuno che veleggia nello spirito, spesso nell’oscurità, e smembra la realtà in percezioni inconcepibili agli altri.

5)     Tanti dicono che scrivere poesia sia molto più semplice che scrivere un romanzo. Vorrei leggere un tuo parere.

Io scrivo entrambi ed è esattamente il contrario: ripeto, la poesia, quella vera, richiede una sublimazione nella sofferenza di cui il romanzo non ha nessun bisogno. Il poeta rischia se stesso, il romanziere difficilmente.

6)     Ti danno l’opportunità di salvare tre libri di poesia e di gettarne altri tre giù dalla torre. Chi sceglieresti e perché?

Salverei Alcools, Quarta dimensione, Myricae, ma solo perché sono i primi tre che mi sono passati per la mente: abbatterei la torre e li salverei tutti.

5) Hai qualche autore/poeta conosciuto virtualmente e non ancora ”conosciuto” al grande pubblico” che consiglieresti ai lettori? E se si, perché?

No, direi di no.

8)     Cosa non sopporti di alcuni poeti o pseudo tali che leggi nei social?

Che non sono poeti.

9)     Come vedi il tuo futuro di scrittrice? Poesia, narrativa o tutte e due le cose?

Tutte e due le cose.

10)  Ti danno l’opportunità di uscire a cena con un poeta del passato o del presente, oppure con due o tre noti poeti. Chi sceglieresti e perché?

William Blake, Antonin Artaud, Charles Baudelaire: mi affascinano le loro personalità.

E’ nebbia o mancanza di colori?
Arranco in una fitta foresta
spinata
manca il sole
o la mia vista
un pizzico di calore
il peso domanda
la fine del dolore
mi imbevo di incanto
senza salvezza
ancora un attimo dio gioia
solo un istante di stupore


Se a confonderti sono le strade rette
che compivi certa
una mano di acciaio
preme le tempie
insabbia lo sguardo
sui balconi senza stagioni
le finestre segregate
i lamenti del grigio selciato
dietro l’angolo altri supplizi
cunicoli anneriti
fra risa di denti putridi
oscena sfiorarsi
il pensiero annaspa
lo spirito indietreggia
un infestato ansare
eppure sarebbe bastato il soffio
di una gola amata

RINGRAZIAMO FRANCESCA PER IL BELLISSO INEDITO CHE HA DEDICATO ALLA DANTE ALIGHIERI DI COPENAGHEN

E IL NOSTRO POETA PABLO PAOLO PERETTI PER LA SELEZIONE DI POESIE E POETI CHE CI REGALA OGNI VOLTA.

 

NON PERDETEVI IL PROSSIMO ARTICOLO DI PABLO: RESTATE IN CONTATTO.

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Scarica qui Sensi  il file pdf con la poesia di Francesca Ricchi

Biografia

Francesca Ricchi è nata a Bologna il 31/12/1971, vive a Roma. E’ laureata in giurisprudenza con indirizzo in criminologia. Ha pubblicato la raccolta di racconti Soli di notte (2000), di cui il racconto Domani è stato tradotto in spagnolo e distribuito in America Latina. I racconti: Io e musica (2001) e Educazione universitaria(2002); il poema Estranei (Sonzogno, 2001); il romanzo per ragazzi XTrappola – Pirati Anime (2015); la raccolta poetica Aculei (Controluna, 2018).

Solstizio d’inverno
Infuriavano voci e sussurri
come ghiaccioli di tramontana
di un nuovo nato
fra le onde dei geli
Accorrevano da ogni solitudine
a crepare i ghiacci
con impronte audaci
fino a che le fessure
fatali
non si aprirono in tutte le guance
a vedere che l’unico nato
dopo eternità di gocce velate
altro non era
che una statua
assiderata
Non aveva gemiti
né cuore
seducente statuina
divina pattinatrice
glaciale
a perdita di brivido
oltre qualsiasi
speranza
Pattinò per secoli
e ancora millenni
nel sogno polare del manto di stelle
cieche di bianco
e indomite trasparenze
lunari
incatenate chine
da un tale sortilegio
di piroette e mistero
A nessuno importava
in fondo
del suo buco
sentimentale
intirizzito e antico
bastava viaggiasse
e pattinasse
deliziando al passaggio
qualsiasi cuore
sperduto

Scivolando fino ai fascini di storditi orizzonti
la statuina un’alba
incontrò un lago
di così artica luce
da trafiggerle un occhio
che non possedeva
se mai avesse conosciuto
l’attrazione
niente fin dentro ai sospiri
innevati
del fiocco perfetto
l’avrebbe così tenacemente sedotta
se non quel lago
o placca congelata
sull’anima
che per lei era enigma

Rapita come un Dio dalla sua creazione
si tuffò nella scintillante
certezza
e volteggiò sulla dura
sicurezza
sulla liscia carezza
nessuna malia al mondo
l’aveva mai così sostenuta
fino all’anelito primordiale
che lei non sapeva
quanto potesse travolgere in un nome
passione

Qualcosa accadeva e il ghiaccio
ossessione
e ricambiato
amore
si scioglieva
come mai aveva osato
tradire
qualcosa di rosso
brillava di sotto
la statuina senza occhi
si trovò a osservare
strega e tortura
divorata da un desiderio
che non l’aveva mai nemmeno
rabbrividita

Un cristallo di fiamma
di fiati e candori
di ciglia
si scostò dal gelo
e incandescente
la toccò
dilaniandola di intrighi
e scoperte
ma o lui si spegneva
o lei si bruciava
fuggì il simulacro
in un angolo del lago
a ricomporsi dei nastri
polari
ma la mancanza inceneriva
più ancora del fuoco
e la spinta a tornare
crepitava
come foglie nel vento del sud

Un’estrema
flessuosa scivolata
fino al buco
sciolto nelle lave delle viscere
di terra o di carne
non ci fu nulla da lottare
le arse un piede
e nelle urla di dolore
il piacere
di amare

Non tornò al vortice
per lunghi tempi
senza un piede
ma ripagata di
quel cristallino sentire
disciolto
in lei
fino a tramortire
che però improvviso si estinse
rattrappì
e una nuova fame la investì

La divina anche zoppa
era pattini di cigno
e in una sterminata
avvinghiata
piroetta arcobaleno
atterrò sul buco
e una bocca così accesa
l’accolse
che in un bacio solo
di ghiaccio e fuoco
le risucchiò
una gamba intera

Avrebbe pattinato anche senza
il corpo intatto
ma il bisogno dilaniò
ardente
e l’immaginazione al posto dell’assenza
questa volta fallì molto
più in fretta
L’ultima danza
fu una lacrima di lastra
e una scelta inderogabile
di libertà
regalò l’altra gamba
all’incendio di due braccia
che in delirio di secondo
la cinsero
fino a squagliarne
perfino il busto conturbante
Restò ultimo il sorriso
come zanne avorio e aurore
abbarbicato a un pilastro di cristalli
splendenti

Christian OldenborgDiChristian Oldenborg

La mia esperienza in Italia

Presto il mio articolo sulla esperienza a Bolzano. 

Restate sintonizzati sul nostro sito web.

Dante Alighieri CopenaghenDiDante Alighieri Copenaghen

PREMIO “LEONARDO DA VINCI” – PRIMA EDIZIONE

La segreteria del Premio rende noto che la giuria composta da:

 

 Presidente del Premio Allan Stabell
Giurato  Erling Strudsholm
Giurato  Birgit Brunsted
Giurato  Nicola De Negri
Giurato  Livia Costantino 

in data 15 aprile 2019 ha completato l’esame degli elaborati a concorso.

 

Pertanto rientrano nei finalisti i seguenti candidati:

 

Lars Østergaard – codice 40696683 

Lise Tang – codice 40445849 

Martha Elias – codice 40216610 

Karina Dorthe Larsen – codice 40357620

Lianne Sommer Andersen – codice 40539189 

 

Tra i finalisti verranno eletti 3 vincitori.

 

PREMI: / Præmier.

1° Premio: Borsa di Studio e diploma di partecipazione

2° Premio: Corso individuale di lingua italiana con madrelingua e diploma di partecipazione

3° Premio: Una bottiglia di vino italiano e diploma di partecipazione

 

La cerimonia di premiazione si terrà il 25 aprile 2019 all’Istituto Italiano di Cultura alle ore 19:30.

 

Tutti i partecipanti sono invitati

ma gli accompagnatori devono prenotare inviando una mail a eventi@dante-alighieri-cph.dk

Dante Alighieri CopenaghenDiDante Alighieri Copenaghen

PREMIO “Leonardo Da Vinci” 1a EDIZIONE

Præmieudvalget bemærker, at juryen bestående af

 Presidente del Premio Allan Stabell
Giurato  Erling Strudsholm
Giurato  Birgit Brunsted
Giurato  Nicola De Negri
Giurato  Livia Costantino 

 

 

den 15. april 2019 har færdiggjort deres bedømmelse af de deltagendes projekter.

Derfor er de følgende kandidater i finalen

 

Lars Østergaard – codice 40696683 

Lise Tang – codice 40445849 

Martha Elias – codice 40216610 

Karina Dorthe Larsen – codice 40357620

Lianne Sommer Andersen – codice 40539189 

 

Blandt finalisterne vil der blive udvalgt 3 vindere.

 

Præmier.

1. præmien er et studielegat og et deltagerbevis

2. præmien: individuelt kursus i italiensk sprog med en modersmål talende og et deltagerbevis

3. præmien: en flaske italiensk vin og et deltagerbevis

 

Præmieoverrækkelsesceremonien finder sted d. 25. april 2019 på det italienske kulturinstitut kl: 19:30

 

Alle de deltagende er inviterede, men ledsagere skal reservere plads ved at sende en mail til eventi@dante-alighieri-cph.dk

 

Marie MorelDiMarie Morel

500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci in Europa

Il genio di Leonardo da Vinci, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte, verrà celebrato non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei.

 

In prima linea c’è la Francia, che ha ospitato l’artista negli ultimi anni della sua vita e gli dedicherà nel corso del 2019 un numero straordinario di manifestazioni.

Il Comité de pilotage della Valle della Loira ha organizzato una rassegna, “Viva Leonardo da Vinci! 500 anni di Rinascimento nel Centro-Valle della Loira, nel corso della quale si terranno 500 eventi di arte e letteratura, scienze e architettura, artigianato, gastronomia, proiezioni cinematografiche e spettacoli, in varie località.

Il castello di Clos Lucé e quello di Amboise, nei quali Leonardo ha soggiornato durante il periodo francese, saranno sede di due importanti mostre.

  La prima, intitolata “1519, la mort de Léonard de Vinci”, racconterà gli ultimi anni di vita del maestro e partirà ad Amboise il 2 maggio, data precisa della sua morte. Nel corso di essa verrà esposto anche il quadro di Ménageot, La morte di Leonardo, dipinto nel 1781.

Il 6 giugno, a Clos Lucé verrà inaugurata l’esposizione “La cena di Leonardo per Francesco I, un capolavoro di seta e argento“, il cui protagonista assoluto sarà l’arazzo dell’Ultima Cena prestato dai Musei Vaticani, che sarà esposto, poi, al Palazzo Reale di Milano, a partire da ottobre.

Nel castello di Chantilly, invece, sarà esposta La Gioconda nuda, un disegno che solo di recente è stato attribuito a Leonardo, dopo anni di studi.

Il calendario degli eventi è consultabile qui.

A Parigi c’è grande fermento per l’attesissima mostra di settembre al Louvre, che secondo le intenzioni dovrebbe ospitare tutti i quadri di Leonardo.

Il condizionale è d’obbligo, perché la questione ha riaperto le ostilità tra la Francia e l’Italia, che non sembra disposta a prestare le opere vinciane ai francesi. Ancora oggi non è chiaro se i due Paesi riusciranno a trovare un accordo.

Accordo che, invece, la Francia ha stretto senza problemi con gli Emirati Arabi, per ospitare il Salvator mundi, anch’esso attribuito di recente a Leonardo.

Intorno a quest’opera d’arte, tuttavia, c’è un giallo ancora da risolvere, che potrebbe condurre ad un cambiamento di programma.

Il quadro faceva parte di una collezione privata ed è stato acquistato per 450,3 milioni di dollari dal Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi e avrebbe dovuto essere esposto per l’inaugurazione del museo Louvre Abu Dhabi, lo scorso settembre.

 

L’esposizione non è avvenuta ed è stata rinviata sine die con un laconico comunicato stampa, che non ne spiegava le ragioni. Nel frattempo, il museo ha pubblicato i programmi espositivi per l’anno 2019-2020 e il Salvator mundi non viene menzionato. Questo silenzio attorno al dipinto che avrebbe dovuto essere il cavallo di battaglia del nuovo Louvre ha destato molti sospetti. Nel mondo dell’arte, si vocifera con sempre più insistenza che vi sia stato un clamoroso errore e che il quadro non si opera di Leonardo, bensì del suo allievo Luini.

L’Inghilterra ha deciso di celebrare Leonardo rivelando al pubblico una serie di 144 disegni, che fanno parte della più grande collezione privata al mondo, la Royal Collection. Dal 24 maggio al 13 ottobre, nella Queen’s Gallery di Buckingham Palace saranno esposti gli schizzi a matita o a carboncino del grande maestro del Rinascimento, raccolti in un libro da Pompeo Leoni nel 1590 e acquistati da Carlo II d’Inghilterra.

Disegni sul corpo umano, paesaggi, di soggetti sacri, progetti da realizzare, in cui si manifesta tutta la potenza della mente creativa di Leonardo, la sua fervidissima curiosità intellettuale, il suo genio, come artista, inventore e scienziato.

Per maggiori informazioni, il sito ufficiale è Leonardo da Vinci a life in drawing.

La Spagna, infine, ospita una mostra intitolata “I volte del genio”, nella quale il curatore vuole mostrare il volto dell’uomo Leonardo, che esiste dietro a quello dell’artista. Cuore dell’esposizione sono due codici, conservati presso la Biblioteca Nacional, e la Tavola Lucana, il ritratto scoperto dallo storico Nicola Barbatelli nel 2009 in Basilicata. Il visitatore viene accompagnato da installazioni audiovisive, ricostruzioni, applicazioni di realtà mista e realtà aumentata e applicazioni tecnologiche in un percorso che getta una nuova luce sul genio italiano.

I volti del genio, fino al 29 maggio a Madrid.