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Cammino di Santu Jacu in Sardegna

Cammino di Santu Jacu in Sardegna

Sono le 17.00. Su Rai3 è possibile seguire l’ottimo programma Geo in compagnia di Sveva Sagramola e del fotografo naturalista Emanuele Bigi che va in onda da lunedí a venerdì. Protagonista indiscussa la natura da salvare, rispettare ma anche da conoscere meglio nella sua ricchezza e nei suoi pericoli.

La puntata del   22 marzo ci ha permesso di passeggiare  lungo il Cammino di Santu Jacu  in Sardegna,  un itinerario  che collega ca 100 comuni diversi. Il percorso completo è di ca 1250 chilometri di cui 450 km tra Cagliari e Porto Torres, tra Bolotana e Oristano, 250 km  da Cagliari per il Sulcis fino alle isole di S. Pietro e S. Antioco e ritorno. Il cammino viene segnalato con conchiglie e frecce gialle. Seguendo le testimonianze storiche del passaggio in Sardegna dell’Apostolo Giacomo toccheremo quasi tutti i comuni in cui esistono chiese o rovine dedicate all’apostolo ma anche siti preistorici e archeologici , bellezze naturali, foreste e  parchi naturali, aree vulcaniche, zone minerarie, le città piú importanti e i caratteristici borghi sperduti nel cuore della Sardegna.

Nel 2010 La Regione Autonoma Sardegna ha ufficializzato il  Cammino di Santu Jacu inserendolo nella rete degli itinerari turistici culturali e religiosi dell’ Isola.  Ospitalitá presso parrocchie, strutture comunali , alberghiere e B/B.

L’idea nacque a sostegno dell’idea dei Comuni il cui patrono è San Giacomo Maggiore (Santu Jacu in sardo) per dare maggior rilievo al proprio patrimonio storico-artistico e culturale, ripristinando e valorizzando il culto del patrono. Oggi, il Cammino di Santu Jacu tocca quasi tutti i comuni in cui esistono chiese di Santu Jacu, ma include anche siti preistorici e archeologici, bellezze naturali, foreste e parchi naturali, aree vulcaniche, alcune zone minerarie,  basiliche del romanico toscano, le città più importanti e i caratteristici borghi sperduti nel cuore della Sardegna, unendo in un percorso unico mari e monti, città e campagne, benessere e povertà, lingue, dialetti, usi e costumi diversi che coesistono su quest’isola che è “quasi un continente”

La Regione Autonoma della Sardegna lo ha dichiarato cammino regionale, inserendolo come base portante della rete degli itinerari turistici, culturali e religiosi dell’isola.

Si tratta, oggi, di un itinerario percorribile a piedi, in bici e a cavallo, che continua ad essere verificato nel tempo e migliorato, modificando le tappe più impervie, perché riguarda circa 100 comuni in zone diverse dell’isola, con tutto quello che ciò comporta.  Stiamo raccogliendo fondi per stabilizzare la segnaletica con piastrelle di grès ceramico e cippi, mentre prosegue l’opera di apertura di alloggi a prezzo pellegrino, pubblici e privati. ll Cammino di Santu Jacu rappresenta la spina dorsale di una rete di cammini nell’isola, perché ogni comune possa innestare dei percorsi locali che un pellegrino di lungo corso non percorre, ma che altri potranno apprezzare.

Contatti: amicisantujacu@gmail.com          www.camminando.eu/worldpres

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I Medici

E’ una serie televisiva in onda su Rai 1 dal 18 ottobre 2016. La seconda stagione viene trasmessa dal 23 ottobre. La terza é in produzione.

Descrive l’ascesa della famiglia Medici casata a capo della città di Firenze durante il Rinascimento e le numerose traversie affrontate dalla stessa con le altre famiglie rivali . Essa trae ispirazione da fatti, persone ed eventi realmente avvenuti ed esistiti seppur romanzati per rendere piú appetibile le vicende al pubblico televisivo. Il protagonista della prima parte è Cosimo de Medici succeduto al padre nel 1434 come capo della famiglia e che insieme al fratello Lorenzo dovrà dimostrare di essere all’ altezza del compito affidatogli dal padre. La stagione dei Medici é una stagione fondamentale nella storia non soltanto italiana ma anche europea e rende Firenze uno dei luoghi più importanti del Rinascimento. La famiglia Medici regnerà sulla Toscana con qualche intervallo per un periodo che va dal 1434 al 1737. Più di 300 anni.

Li ritroveremo anche a Roma con ben quattro papi e nelle corti di tutta Europa in particolare in Francia dove le donne dei Medici sposeranno spesso i re diventando regine.

Come riuscì a questa famiglia di banchieri a ritagliarsi un posto cosí importante nella storia d’Europa?

Le riprese della serie televisiva si sono svolte principalmente in Italia a Roma oltre che nel capoluogo fiorentino dove è stata concessa alla produzione di girare all’interno di sedi storiche come Palazzo Vecchio, Basilica di San Lorenzo, Palazzo del Bargello, il Battistero e Duomo di Firenze ma anche a Villa Adriana e villa d’Este e Tivoli e in altre località come Montepulciano, Pistoia, Pienza, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Bracciano, Viterbo, Castello di Rota, Caprarola,Santa Severa e nella val d’Orcia.

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Morten Beiter om Scrovegni’erne kapel i Padova

Her er en kort udgave af Morten Beiters artikel i Weekendavisen den15/6, hvor han skriver bl.a om Scrovegni’ernes kapel i Padova

”For ikke så lang tid siden stod jeg i Scrovegni’ernes kapel i Padova og kiggede op til Giottos over 700 år gamle dommedagsfresco på endevæggen. Kapellet var den stenrige Scrovegni-families forsøg på at købe sig ud af det helvede, som var blevet dem tildelt af selveste Dante, der i sin Guddommelige komedie havde placeret patriarken Reginaldo Scrovegni i ågerkarlenes  helvedeskreds. ”Jeg, Paduas søn, blandt florentiner sidder, der fylde mine øren til med rungen af deres råb”. Men uanset hvor frygtet helvede er, så er det nok alligevel her de fleste øjne stopper, når de glider hen over den sublime, malede fortælling om den sidste dag.  Og det er svært ikke at komme i tanke om den gamle vittighed med manden, der døde og blev vist rundt i helvede, der egentlig virkede som et meget hyggeligt og rart sted, hvis det ikke lige var for et enkelt hjørne, der var fuldt af torturinstrumenter.  Og adspurgt, hvad der var, svarede djævelen: ”Det der? Det er bare noget vi har stående til katolikkerne. Jeg ved ikke helt hvorfor, men de er vilde med det.”…..

Su Weekendavisen del 15/6 Morten Beiter pubblica un articolo dove si riallaccia a una sua visita alla Cappella degli Scrovegni.

La cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo banchiere padovano nell’area dell’antica arena romana di Padova. Qui fece edificare un sontuoso palazzo di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleo familiare.Chiamò  ad affrescarla Giotto che vi lavorò dal 1303 al 1305. L’interno si presenta interamente affrescato su tutte e quattro le pareti. Il ciclo pittorico è incentrato sul tema della salvezza. Dio decide la riconciliazione con l’umanità, affidando all’Arcangelo Gabriele il compito di cancellare la colpa di Adamo con il sacrificio di suo figlio fatto uomo. Prosegue con le storie di Gioacchino ed Anna, le Storie di Maria, le  storie di Cristo concludendo con il grandioso giudizio universale. La cappella fu acquistata da Padova nel 1881 che ne curó il restauro e la riconsegnó al mondo in tutto il suo ritrovato splendore. L’articolo di Morten Beiter è molto vivace e come al solito interessante. Divertente è quello che scrive su un’ ipotetica visita all’ inferno di un tale accompagnato da un diavolo “spiritoso” che gli fa vedere gli strumenti di tortura usati per i cattolici che li apprezzano particolarmente.

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”Addio do Fantin”

Nel cuore della Riviera di Levante, a  40 km da Genova, ecco Lavagna,  simbolo del turismo balneare grazie alla splendida spiaggia sabbiosa che si estende per chilometri . E’ una cittá da visitare  per la sua cucina, per i suoi monumenti e per la sua storia.

Dal 1982 ogni 13 agosto, il sagrato della  basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno,  ospita la rievocazione storica medievale dell’”Addio do Fantin”, l’addio  al celibato del conte Opizzo Fiesco. Il sontuoso matrimonio del conte Opizzo è un appuntamento reso suggestivo dalla straordinaria cornice monumentale del borgo dei Fieschi che comprende oltre alla basilica, il sagrato in ciottoli marini  ad anfiteatro con una meravigliosa acustica e possibili 600 posti a sedere. Addio do Fantin è una rievocazione storica strabiliante con migliaia di figuranti che si chiude con  “La torta dei Fieschi” una torta gigantesca oltre 13 quintali di dolce confezionato dai maestri pasticcieri di Lavagna in base a una ricetta segreta  .

La sera del 14 agosto un corteo imponente   parte da piazza Marconi , segue l’uscita della sposa dalla chiesa e arriva fino ai piedi della torre Fieschi. All’ arrivo del corteo in Piazza Vittorio Veneto, dopo la lettura del proclama delle nozze dall’Araldo, la contessa taglia simbolicamente la torta gigante dando il via a un simpatico gioco. Per poter mangiare la torta ogni partecipante al gioco deve acquistare uno o più biglietti azzurri per gli uomini e rosa per le donne con un nome di fantasia scritto sopra e deve poi cercare il ragazzo o la ragazza che possiede un biglietto identico al suo. E cosí i due “novelli innamorati” potranno ritirare le due fette dello squisito dolce lavagnese. Il gioco e tutta la rievocazione storica si svolgono in un’affascinante scenografia tra danze, giochi d’arme e di bandiera, gare di abilità con l’arco, musiche medievali eseguite dal vivo e il rullo dei tamburi.

I Fieschi nel tredicesimo secolo raggiunsero il culmine dello splendore e della potenza. Due suoi esponenti  salirono al soglio pontificio come Adriano V ricordato da Dante nel XIX canto del Purgatorio “……intra Siestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella e del suo nome lo titol del mio sangue fa sua cima….

D’estate quando siamo a Rapallo andiamo talvolta a Lavagna o a Cogorno per partecipare alla festa Addio du Fantin. E’ sempre molto interessante.

Se non ci siete mai andati provateci la prossima volta che siete in Liguria. Buon divertimento!

 

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Foto http://www.tortadeifieschi.it/104__Programma_2017

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Matera

 

Morten Beiter scrive un articolo su Matera pubblicato da Weekendavisen il 9 maggio scorso.

Si riferisce  alla visita di Luisa Levi  al fratello Carlo condannato al confino ad Aliano (in  provincia di Matera) perché antifascista e al libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” pubblicato da  Einaudi nel 1945.

80 anni dopo  Morten Beiter va a Matera .

Si  ferma a guardare la città dal Sasso Barisano che Luisa Levi  aveva paragonato all’inferno.

Nel 1993 Matera è  riconosciuta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

10 anni dopo vi viene girato il film “La passione di Cristo “con Mel Gibson.

In passato i politici parlarono di Matera come “vergogna nazionale”. Si corse ai ripari .  

Dalla ”città alta” si cominciò  a scendere nella città vecchia dove oggi   abitano 3000 persone sulle 60000 che abitano a Matera.

Abitare qui  non è come abitare in altre vecchie città italiane note per la loro bellezza.”- dice Raffaele Pentasuglia.  Aveva lasciato la città per Milano dove aveva studiato fisica. Nel 2008 ritorna a Matera. “ Come fisico non ho un futuro.Torno a Matera e mi occupo di ceramica per i turisti” . Un  turista entra nella sua bottega. Desidera  comprare un “monachicchio” figura di creta che rappresenta una specie di nanetto burlone. Tra i  temi prediletti di Pentasuglia c’è il mondo fantastico popolato da gnomi e fattucchiere della tradizione magico- popolare lucana.

In una costruzione in fondo al Sasso Barisano c’è la sede di Fondazione Matera 2019. La direttrice Rossella Tarantino  parla di alcune mostre in programma. Una  si occuperà di turismo con i suoi aspetti positivi e negativi (  vedi Firenze e Venezia , diventate talvolta brutta copia di sè.)

 

A Matera, capitale europea della cultura 2019, ci si aspetta almeno un milione di visitatori.

 

Nella Pinacoteca , nel bel Palazzo Lanfranchi, una volta sede del liceo classico e dove insegnò Pascoli, si possono ammirare quadri di  Carlo Levi. Tra questi, imperdibile, la sua grande tela dedicata alla civiltà contadina lucana che l’artista ebbe modo di conoscere durante i mesi di confino.

 

Morten Beiter parla con la direttrice Marta Ragozzino anche di altro come ad esempio dove  si può cenare. Lei nomina l’Osteria Malatesta a due passi dalla bellissima piazza San Giovanni nel  centro storico di Matera . La cucina è casalinga. Durante le calde serate estive , in piazza San Giovanni, proprio vicino all’ osteria, spesso ci sono concerti . L‘osteria è nata e continua ad evolversi attraverso il contributo di tanti “amici”. I menù li ha realizzati un “amico” che lavora il cuoio.  Le brocche in cui si serve il vino sono dipinte a mano da un’ amica ceramista.

L’osteria è anche un cibo per l’anima.  Scrittori, scultori e fotografi possono esporre sulle pareti dell’osteria le loro opere.  I concerti dell’osteria sono ormai un appuntamento fisso per la musica dal vivo a Matera.

 

Quest’articolo di Morten Beiter é un invito ad andare a Matera per scoprirne la storia e la bellezza.

 

 

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Ravenna

Il 7 maggio Jeanette Varberg scrive su Kristeligt Dagblad un articolo dal titolo: ”Un eretico venuto dal nord porta la corona di imperatore romano”

Tratta di Teodorico a Ravenna.

Il 5 marzo del 493 Teodorico, re dei Goti, conquista Ravenna.
Assume il governo d’Italia con il titolo di Dominus stabilendo Ravenna come capitale.
Nel 520 fa costruire il Battistero Ariano. 4 giorni dopo la sua costruzione Teodorico muore, forse avvelenato e viene sepolto nel mausoleo. Il suo corpo sparisce.
I cattolici raccontano che il diavolo, sotto forma di cavallo nero , lo ha rapito portandolo da Vulcano il dio del fuoco, cioè all’inferno. I suoi goti dicono che Teodorico non è morto. Lo hanno visto sulla schiena nera del cavallo del dio Odino che andava verso il Valhalla dove avrebbe passato la vita eterna tra i guerrieri morti.
Oggi il Battistero Ariano si presenta come un piccolo edificio realizzato in mattoni a pianta ottogonale. La cupola è rivestita di mosaici . Il disco centrale presenta il battesimo di Cristo con Giovanni Battista, la personificazione del fiume Giordano e la colomba dello Spirito Santo.
Nella larga fascia concentrica gli apostoli con Pietro e Paolo.
(Dal 1996 il Battistero è inserito nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’Unesco)

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Festival Hans Christian Andersen

Sestri Levante dal 7 al 10 giugno sarà  la cornice del 51 Festival Hans Christian Andersen .

Andersen visitò l’Italia cinque volte. Lo ha descritto nel suo Diario, nella Fiaba della mia vita, ma soprattutto  nell’ Improvvisatore. Nel Diario così scrisse:”Quale fiabesca serata di bellezza a Sestri. L’albergo sorge proprio vicino al mare che si srotolava in grandi cavalloni. Il cielo splendeva con nuvole rosso fuoco, i monti trasmutavano in violenti colori”

Per quattro giorni Sestri si trasformerà in un luogo pieno di sorprese come nelle favole per tornare ad incantare.

Sestri è una cittadina di 2000 abitanti, situata all’estremità del golfo del Tigullio a metà strada fra Portofino ed il Golfo delle Cinque Terre. Fondata dai romani (il suo nome latino è Segesta Tigulliorum”)  è un rinomato centro di villeggiatura grazie al suo clima mite ad al suo paesaggio incomparabile. Sestri nasce come borgo di pescatori, situata sulla penisola che si protende sul mare e che divide il golfo in due baie suggestive chiamate “Baia del Silenzio” e “Baia delle Favole” in onore di Hans Christian Andersen .

Giovedì 7 giugno il Festival sarà inaugurato da un’allegra sfilata di oltre mille bambini a cui seguirà un’esplosione di spettacoli di giorno e di sera, un susseguirsi di immagini, di suoni e di storie raccontate con lo sfondo dei luoghi, delle vie, delle piazze e delle spiagge di questa città ligure.

Venerdì 8 alle 19.00 il coro delle Voci Bianche della fondazione Carlo Felice aprirà le narrazioni

nella Baia del Silenzio. Sarà un susseguirsi di spettacoli e appuntamenti tra le vie  e le piazze sestrine che prevede in tre giorni oltre 50 rappresentazioni con artisti provenienti da diversi paesi.

Il Premio  Andersen è un concorso letterario dedicato a racconti inediti elaborati da bambini e  ragazzi e scrittori in varie lingue(da quest’anno giapponese incluso) .

Durante gli ultimi 50 anni vari e importanti scrittori hanno partecipato al premio come Peppino de Filippo, Italo Calvino, Alberto Moravia, Mario Soldati ecc…

 

Il tema di questa edizione  sarà ”Memoria e Futuro”.

Per saperne di più si consulti:www.andersenfestival.it.

 

Non ho mai partecipato in diretta al festival .Che sia questa la volta buona? Lo spero proprio!

 

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Tempo di libri

Da giovedì 8 marzo a lunedí 12 Milano ospiterà “Tempo di Libri ” in un padiglione della Fiera city nel cuore della città.
Le cinque giornate saranno precedute da una festa inaugurale durante la quale gli studenti universitari leggeranno centinaia di prime frasi di romanzi famosi.

Molti gli ospiti, ben 900.

Tra questi il regista Pupi Avati, il presentatore Pippo Baudo, gli scrittori Gianrico Carofiglio , Paolo Cognetti, Marco Malvaldi, la scrittrice Dacia Maraini, lo chef Carlo Craco, attori , giornalisti, cantanti…

Molti gli appuntamenti che esploreranno vari campi dal mondo enogastronomico alle narrazioni sportive, dagli incanti del libro antico al digitale Potrá così accadere di essere accolti dalle note di una playlist d’autore, partecipare a una tombola letteraria, votare la copertina più bella, scoprire qualcosa in più sul proprio segno zodiacale,…. ascoltare la lettura dell” Infinito” di Leopardi a 200 anni dalla sua composizione. Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e rimirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo, ove per poco Il cor non si spaura. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare. In quel periodo dovrei essere a Milano con mio marito.

Spero di poterlo corrompere ed andare alla Fiera possibilmente quando sarà presente lo scrittore Paolo Cognetti autore de “Le otto montagne” , libro che mi piace moltissimo dato l’argomento.

 

Nel caso contrario potrei seguire “Tempo di Libri” su www.tempodilibri.it o meglio via you tube.

Chi ama i libri può fare lo stesso.

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Carnevale

Carnevale deriva da carnem levare.  Carnevale all’origine indicava il giorno da cui sarebbe incominciato il periodo della Quaresima durante il quale non si sarebbe più mangiata carne, perché     dedicato a penitenza e digiuni. Prima che tale periodo di privazioni incomiciasse bisognava approfittare per fare baldoria e ci si mascherava.

La parola maschera viene da masca una specie di strega. Arlecchino è una maschera. Dante lo presenta nel suo doppio aspetto di demone e buffone.

Quel che più caratterizza il Carnevale è l’allegria con canti, balli, scherzo, corsi mascherati e banchetti. Ecco il carnevale di Venezia, di Viareggio, di Ivrea.

ll Carnevale di Venezia   inizia   con la tradizionale Festa sull’acqua in Rio di Cannaregio presenti le tradizionali maschere veneziane. La festa entra nel vivo domenica 4 febbraio con “il Volo dell’Angelo” uno spettacolare volo dal campanile di San Marco fino al palco in Piazza San Marco. Accolto dai gruppi delle rievocazioni storiche in costume, scioglierà la tensione del volo nell’abbraccio del Doge e del pubblico.

Lo storico carnevale di Ivrea culmina con “La battaglia delle arance” dei cittadini contro il tiranno della città. La battaglia tra il popolo e le truppe reali  viene rievocata durante il carnevale, dove le  squadre di Aranceri a piedi (ossia il popolo) difendono le loro piazze dagli Aranceri su carri (ossia l’esercito) a colpi di arance a rappresentare le frecce. Tra le vie della città sfila il corteo della ”Mugnaia” che lancia dolci e regali alla popolazione che l’avevano liberata dalle possessive attenzioni del tiranno.

 

IL Carnevale di Viareggio è famoso per i suoi carri dissacranti e ispirati al sociale. Gli appuntamenti con le sfilate di carri allegorici, sono cinque.

Tre colpi di cannone segnano l’inizio dell’evento sabato 27 gennaio, quando, alle ore 16, prende il via il Grande Corso Mascherato serale di Apertura, al termine del quale il pubblico può assistere ad un impressionante spettacolo pirotecnico. I giganteschi carri allegorici tornano il 4 febbraio, l’11 febbraio,  il 13 febbraio martedì grasso. Il gran finale è in programma il giorno di sabato 17 febbraio con il Corso Mascherato notturno di Chiusura che termina con lo straordinario spettacolo pirotecnico conclusivo. Tra sfilate di giganti di cartapesta, feste notturne, spettacoli pirotecnici, veglioni, rassegne teatrali, appuntamenti gastronomici e grandi eventi sportivi il Carnevale di Viareggio torna a stupire e ad accontentare ogni gusto di grandi e piccini. Lo fa con  più di mille persone  impegnate tutto l’anno nella realizzazione dei carri alti oltre 20 metri, larghi 12. I colossi di cartapesta sono creati per stupire il pubblico con effetti coreografici straordinari.

Seguitelo via You Tube!

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“Meraviglie. La penisola dei tesori” di Alberto Angela

Giovedì 4 gennaio alle 21.20 su Rai 1 ha preso il via il   programma condotto da Alberto Angela dal titolo “Meraviglie. La penisola dei tesori”. L’Italia è veramente la penisola dei tesori.

Ospita infatti 53 siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.  Alberto Angela  aiuta a scoprirli con la sua riuscitissima “Meraviglie”.

La trasmissione si è svolta in quattro puntate con tre “meraviglie” ciascuna. E’stato un mese intenso, molti le hanno seguite. Chi non è riuscito può rivederle su you tube possibilmente lentamente per poterle godere.

La prima puntata  presenta il Cenacolo di Leonardo da Vinci, la città di Siena e la splendida valle dei Templi ad Agrigento .

La seconda puntata  guida alla scoperta della  Reggia di Caserta immersa nel suo parco. Si  sposta   poi nelle Langhe  Piemontesi  tra il castello di Grinzane Cavour e la tenuta di Fontanafredda . Le Langhe sono  note per il paesaggio , per la produzione di  Barolo, Barbaresco e Barbera, per lo stretto legame con la storia d’Italia e per i suoi scrittori come Beppe Fenoglio e Cesare Pavese. Conclude con Assisi, la città umbra culla della lingua e dell’arte italiana.

La terza puntata comprende Pisa, le Dolomiti e Matera.  

Pisa con “  Piazza dei Miracoli” è dominata dalla Torre Pendente. Se si salgono i 294 scalini della Torre si ha un magnifico panorama della piazza con la Cattedrale , il Battistero e il cimitero.

Con funivia, elicottero e a  piedi ha poi visitato le Dolomiti  compresa la val di Fassa.

La puntata si  é conclusa con Matera e i suoi cosidetti “ Sassi “ , quartiere  con  chiese rupestri e case scavate nel tufo.

La quarta puntata ci porta ad Alberobello in Puglia  con i suoi trulli, Cerveteri e Tarquinia  con la visita delle tombe etrusche e finisce con le Ville Venete.

Si trovano tra Padova e Venezia. 24 portano la firma del Palladio.  Erano residenza dei nobili veneziani. Con il battello “Burchiello” se ne possono visitare alcune come villa Stra e la Malcontenta..

 

Chi non può o non ha potuto vedere le 4 puntate può  goderle  via” you tube”  poco per volta.

Per me è stato un grandissimo piacere rivedere quei luoghi che Alberto Angela ha mostrato nelle quattro serate, vere “meraviglie” .

 

Buon divertimento!

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La Befana

La Befana descrive una figura  legata alle festività natalizie in tutta Italia.

Il nome  deriva dalla corruzione lessicale di Epifania, dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia.

La Befana secondo la tradizione, è una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, e riempire le calze lasciate appese sul camino o vicino a una finestra.

La leggenda vuole che i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Ma chi avrà fatto il monello troverà le calze riempite con del carbone o con l’aglio.

L’origine della Befana  risale al X-VI secolo a.C.

Una leggenda cristiana risalente intorno al XII secolo, vuole che i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una signora anziana. La donna diede le informazioni richieste ma non seguì i tre Magi a far visita al piccolo, nonostante le insistenti richieste. Poi in seguito, si pentì di non aver seguito i Re Magi e, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa per cercarli, ma non li trovò. Così si fermò a ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora gira il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Numerosi gli eventi  in suo onore in tutt’Italia .

La festa nazionale della Befana si celebra a  Urbania nelle Marche  dove viene tradizionalmente collocata la sua casa .

A  Pistoia arriverà scendendo dalla cima del campanile del Duomo, a Savona arriverà dal mare…….

“ La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte

con la calza appesa al collo

neve gelo e tramontana  viva viva la befana”

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Sulle ali della musica: Arturo Toscanini

A Parma la musica è di casa.  Grandi  musicisti come Paganini , Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini sono legati a lei. Il 2017 é l’anno di Toscanini.

“Beethoven, Verdi, Wagner sono geni, io sono solo un interprete e il mio compito è quello di cercare di rendere al meglio ciò che loro hanno scritto”. Parole di Arturo Toscanini.

Parole che un altro grande interprete, Riccardo Muti, racconta nell’incontro al Teatro Regio di Parma con il musicologo e biografo di Toscanini, Harvey Sachs, per i 150 anni dalla nascita di Toscanini il 7 dicembre. I festeggiamenti  si concluderanno nell’Auditorium Niccolò Paganini il 24/3/2018.

Al di là del torrente Parma ecco la  casa dove nasce nel 1867 “ una fetta di casa tra tante fette di case.Un corridoio stretto e lungo fino al cortiletto ombroso. Stanze, stanzette, antiche scale e ballatoi nei quali rieccheggiano i richiami dei genitori di Arturo…”

Il padre, sarto e corista, è un garibaldino e appena  possibile  segue Garibaldi. Il piccolo trascorre  buona parte dell’infanzia con i nonni materni. A 11 anni ottiene un posto gratuito nella scuola di violoncello al conservatorio di Parma dove si diploma  nel 1885.L’anno dopo è a Rio con un’orchestra italiana. Durante l’esecuzione dell’Aida  il direttore brasiliano Miguez lascia il podio perché contestato dagli orchestrali. Al grido :” Ch’al vaga su lu Toscanen!“ Toscanini lo sostituisce con grande successo.Inizia così un giro trionfale nei maggiori teatri  in Europa e in America . A soli 31 anni diventa direttore d’orchestra  alla Scala di Milano.

Sotto la sua guida si raggiungono  altissimi livelli. Non sopporta che si facciano le cose con leggerezza e spesso  è in dialetto parmigiano che esplode nelle invettive contro l’orchestra e i cantanti se, durante le prove, qualcosa non va come intende lui. Nel 1901 eccolo di nuovo  a Milano.  Novecento cantori da lui diretti, attaccano il coro del Nabucco “Va pensiero” durante il trasporto della salma di Giuseppe Verdi nella Casa di Riposo per musicisti, mentre migliaia  di persone presenti  si uniscono cantando .

Tra il 1908 e il1915 dirige il Metropolitan  di New York. Allo scoppio della prima guerra mondiale si trova in Italia. Interventista convinto , si spinge con una  banda militare quasi in prima linea. Nel 1930 è a Bayreuth , unico direttore d’orchestra non tedesco a dirigere Wagner.

L’anno dopo è aggredito e schiaffeggiato da un gruppo di giovani fascisti prima di un concerto  a  Bologna  perchè si è rifiutato di eseguire “Giovinezza”. Lascia l’Italia per l’America. Nel febbraio del 1946 si decide di tornare in Patria  per dirigere il concerto inaugurale della Scala ricostruita dopo la guerra . Nel 1952 ormai ottantacinquenne sempre alla Scala, si deve accomiatare dal pubblico italiano e due anni dopo  con la memoria non più cosi brillante come una volta e con gli occhi e le gambe molto logorati, Toscanini dirige in pubblico per l’ultima volta un concerto wagneriano con la NBC a New York.  La mattina del 16 gennaio 1957 dopo una bella festa di San Silvestro passata tra familiari e amici muore. Mancano poche settimane al suo novantesimo compleanno.

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Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Gaudenzio Ferrari e il Sacro Monte di Varallo

Gaudenzio Ferrari , uno dei maggiori artisti del Rinascimento nel nord  Italia, verrà ricordato con tre mostre, dal 23 marzo al 1.luglio del 2018, a  Novara, a Vercelli e al Sacro Monte di Varallo, dove la mostra rimarrà aperta più a lungo.  Alle mostre parteciperanno importanti musei italiani e stranieri. Ci saranno anche opere di artisti  a cui Gaudenzio Ferrari guardò come Leonardo da Vinci, il  Perugino e quelli influenzati dalla lezione di Gaudenzio Ferrari, un centinaio di opere tra dipinti, sculture e disegni. I comuni coinvolti creeranno inoltre appositi pacchetti per una piena fruizione della mostra e del territorio  presso chiese ed edifici storici dove l’artista lavorò.

Il Sacro Monte di Varallo è situato su un piccolo promontorio che sovrasta la cittadina di Varallo in Valsesia ai piedi del Monte Rosa. Offre scorci molto suggestivi non solo sulla città ma anche sull’intera Valsesia. Sorse per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa (alla fine del 1400), volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina.
Il complesso comprende tralaltro la basilica a 608 m. e una cinquantina di cappelle  costruite nel corso di un paio di secoli. Ogni cappella rappresenta, con affreschi (circa 4.000 figure) e con gruppi di statue (circa 400), scene della vita di Gesù e di Maria. Grande il contributo di Gaudenzio Ferrari inclusa la grandiosa cappella della Crocifissione. Il Sacro Monte di Varallo, per la bellezza del luogo, per le sue testimonianze di fede e di arte, costituisce un monumento unico nel suo genere. Nel 2003 il complesso è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanitá. Se siete in Italia in quel periodo andateci. Il  lavoro degli artisti e la bellezza dei  luoghi vi regaleranno un’esperienza unica.

Per visitare il Sacro Monte ci sono due possibilità. Si sale a  piedi da Varallo fermandosi ad ammirare le cappelle  su fino alla  Basilica e si  ritorna a Varallo con la funivia. Noi, quando abbiamo visitato il Sacro Monte alcuni anni fa abbiamo fatto il contrario: funivia da Varallo alla Basilica  e discesa a piedi  lungo le cappelle a Varallo. E’ stato bellissimo!

Kunstudstillinger af høj klasse

En af renaissancens store kunstnere var Gaudenzio Ferrari (1471-1546), som var født i nærheden af Varallo i Piemonte. Han mindes i det kommende år med flere udstillinger i Italien, naturligvis også i Varallo. Her vil flere værker fra hans ungdom og frem til projektet Sacro Monte di Varallo være udstillet. Sacro Monte di Varallo omfatter en basilika og ca. 50 kapeller. Hvert kapel indeholder fresker og statuer, som beskriver scener fra Jesu og Jomfru Maria’s liv. Gaudenzio Ferrari har bidraget væsentligt til dette værk. Hele værket er beliggende i et naturskønt område og repræsenterer væsentlige dele af den kristne kulturarv. Derfor kom det i 2003 på Unesco’s liste over Verdens kultturarv.

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Natale 2017

 

Il Natale è presentato dal Presepe che rievoca il miracolo della Natività e una lunga serie di consuetudini artigiane per onorarla.

 

A Portico viene affidato a un’ esposizione di presepi realizzati con i materiali più vari,  organizzata all’aperto, illuminata dalle luci natalizie e lungo le viette del paese. Dall’ 8/12 al 14/1 Portico  diventa un grande presepe vivente rallegrato anche da tanti mercatini di Natale.

I festeggiamenti continuano fino all’ Epifania con l’ arriva della Befana.

Portico  è un paesino medievale situato alle pendici dell’Appennino tra Toscana e Romagna. Un  gioiellino! In via Roma, non lontano da P.zo Portinari dove, secondo la tradizione, Dante incontrò Beatrice c’è l‘albergo ristorante “Al Vecchio Convento” gestito dalla famiglia Cameli. Chi ci è andato desidera ritornarci e per la simpatia dei proprietari e per  le varie attività a cui può partecipare come corsi di lingua , di cucina e gite nei dintorni..

 

www.vecchioconvento.it/en

 

Manarola, incantevole borgo costruito su un costone di roccia a picco sul mare, uno dei cinque paesini del  Parco letterario delle Cinque Terre in provincia di La Spezia, si può ammirare il piú grande presepe nel mondo dall’8 dicembre fino agli ultimi giorni di gennaio, ideato da Mario Andreoli cinquant’anni fa . Per il Presepe si usano circa 8 km di cavi elettrici ,17000 lampadine, più di 300 figurine a grandezza naturale. Anche noi  quando passiamo il Natale a Rapallo abbiamo  la fortuna di goderne la bellezza.

www.incinqueterre.com/it/presepe

 

Harndrup

Anche in Danimarca  varie sono le mostre natalizie . A Harndrup 30 chilometri da Odense  vale la pena   visitare  il ricco centro museale nel cuore di stupendi giardini.  La  sua bellissima e insolita mostra è aperta dal 4 novembre al 21 dicembre.  Belli i 10 grandi alberi di Natale, i 20 tavoli arredati per una cena natalizia di 20 stati europei, gli oggetti tipici esposti.

www.humlemagasinet.dk

 

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Paolo Villaggio

Il 3 luglio è morto Paolo Villaggio, attore, scrittore, comico, umorista, sceneggiatore e doppiatore italiano.
E’ stato autore e interprete di personaggi legati a una comicità paradossale e grottesca come il ragionier Ugo Fantozzi. Ha scritto otto libri e girato 10 film su di lui.
Il primo libro ha venduto oltre un milione di copie mentre il primo film è stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare.

Così scrive: ”Da due anni molti mi fermavano per strada. Io mi aspettavo: ”Villaggio ci scusi ma quando torna in televisione?” Puntualmente la domanda invece era:”Quando ce lo scrive un altro libro?” E io ogni volta a spiegare che ero molto impegnato col cinema, che avevo un po’ esaurito il filone e che non ne avevo nessuna voglia. Alla fine ho ceduto per accontentare un po’ tutti: mia madre che ci tiene tanto a questa mia attività di scrittore di successo, all’ editore Rizzoli che lo fa per altri motivi forse meno nobili, ma soprattutto per quelli che mi fermavano per strada.
Fantozzi è un uomo senza qualità, preso in giro dai colleghi, dalla famiglia e dalla vita. Non desidera nè vincere nè perdere ma sopravvivere. La gente lo vede, ci si riconosce, ne ride, si sente meglio e conta di comportarsi come lui….Il mondo è fatto per la maggior parte da persone che nella vita hanno fallito. Grazie a Fantozzi ho fatto in modo che alcuni neppure si accorgessero di essere nullità. O al limite ho fatto sì che non si sentissero soli.»

I suoi libri, i suoi film sono tuttora attuali, da leggere e vedere.

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Kristian Zahrtmann e Civita d’Antino

 

Cento anni fa moriva a Copenaghen il pittore Kristian Zahrtmann che visse una parte della sua vita in Italia ed in particolare a Civita d’Antino, piccolo paese nascosto tra le montagne abruzzesi. E’ proprio a Civita d’Antino che l’artista è stato commemorato  recentemente.

Il pittore danese scese in Italia nella seconda metà dell’800. Dopo Roma,il pittore andò in altri luoghi  come Portofino, Pistoia, la Costiera Amalfitana,Sora e Civita d’Antino.

Fu amore a prima vista, stregato dalla posizione del paese, una terrazza isolata e come sospesa nella Valle Roveto, a oltre novecento metri d’altezza, al centro di una corona di montagne

Dei circa duecento allievi del maestro, provenienti dall’intera Scandinavia, almeno la metá lo seguì anche a Civita d’Antino, con soggiorni più o meno lunghi, soprattutto nel periodo estivo.

Seguirono il maestro anche amici artisti come P.S.Kroyer, P.Skovgård e altri.

Il paese che allora contava duemila abitanti, rappresentava un luogo appartato, isolato dal mondo, raggiungibile solo attraverso una tortuosa mulattiera che saliva al paese dal fondovalle.

Zahrtmann era attratto dalla luminosità dei paesaggi, dall’innato senso di ospitalità della popolazione e dalla disponibilità di modelli.

Durante la commemorazione sono stati letti alcuni scritti con cui Kristian Zahrtmann descrive il suo primo soggiorno ed è stata presentata una cartolina  che riproduce un quadro di Johannes Wilhelm, in cui l’artista è ripreso mentre dipinge nell’ affollata piazza di Civita d’Antino. Intorno al maestro una comunità ammirata e incuriosita.: i  popolani, i notabili del luogo e  colleghi nordici.  Sullo sfondo le montagne e il cielo, di un blù fresco

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La cucina ligure

 

La cucina ligure è una cucina intelligente, per certi versi geniale .

In una regione incastonata tra il mare, le montagne, priva di laghi e pianure , i liguri hanno concentrato nel corso dei secoli la loro attenzione su una cucina sostanzialmente di magro, inventando piatti prelibati con risorse scarse.

La natura e la storia hanno aiutato i liguri e hanno donato a questa piccola striscia di terra fertile un tesoro fatto di erbe domestiche e selvatiche che crescono ovuque rigogliose.

Base della ricetta principe” O Pestii” è il basilico .

I grandi navigatori liguri hanno aggiunto a questo patrimonio autoctono il loro grande lascito fatto di erbe, aromi e profumi delle terre d’oltremare. Da tutto ciò, ecco la Cucina Ligure, l’incontro di mare e di monti. La cucina delle “Trofie al pesto” , dei “Pansoti alle noci”, la cucina della “Cima”, dello Stoccafisso e del Baccalà…

Un pranzo ligure è un felice percorso che facciamo compiere al nostro palato attraverso un paradiso di aromi e sapori unici, irripetibili, indimenticabili.

 

Quando  siamo a Rapallo, in provincia di Genova, andiamo spesso al ristorante.

Uno dei nostri preferiti  è nelle vicinanze, nella graziosa cittadina  di Zoagli. Nella piazzetta centrale vicina al mare andiamo “Da Silvano” o nella “Trattoria del Borgo”.

 

Se invece siamo a Sestri Levante, famosa per il  festival Hans Christian Andersen di giugno, pranziamo da “Polpo Mario” un locale con pesce freschissimo pescato giornalmente dal proprio peschereccio. Tra i piatti : Misto di pesce crudo del golfo, polpo alla diavola  e tra i dolci soffiato caldo al cioccolato….. Pranzare da loro è un’esperienza unica!

Per divertimento leggete ”La leggenda del Polpo Mario” dove si narra di un certo ”Gnussa”, di Cesare il pescatore cattivo, di amici all’osteria e di lui, polpo amabilissimo.

La leggenda potrebbe entrare nel gran premio Andersen qui a Sestri.

Per saperne di più: www.polpomario.com

 

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“Uccelli Barocchi”

 

Nella Garnison Kirke di Copenaghen il 4. settembre hanno dato un magnifico concerto dal titolo ”Uccelli Barocchi” diretto da Lars Ulrik Mortensen.

Comprendeva musica  di Antonio Vivaldi includendo anche composizioni di Domenico Scarlatti,  Bernardo Pasquini, Ottorino Respighi, Heinrich von Biber e Karl Aage Rasmussen.

Il canto degli uccelli ha affascinato compositori e musicisti nei secoli. Tra questi Vivaldi.

 

Antonio Vivaldi (1678- 1741). E´ considerato il più importante influente e originale compositore italiano della sua epoca e ha influenzato notevolmente numerosi compositori soprattutto tedeschi . Le sue composizioni più note sono I 4 concerti per violino conosciuti come “Le Quattro stagioni” che lui accompagna da un sonetto esplicativo  per indicare ciò che il brano musicale si propone di rappresentare: “… giunt’è la primavera e festosetti la salutan gli augei con lieto canto….”

 

Di Antonio Vivaldi abbiamo ascoltato “La Primavera da “Le quattro stagioni”, il concerto in re maggiore “Il Gardellino”, il concerto in la maggiore “Il Rosignuolo”.

E’ stato un bellissimo concerto.

Quando sono tornata a casa ho riletto il libro di Tiziano ScarpaStabat Mater” ambientato a Venezia soprattutto nello Spitale della Pietà, un orfanatrofio.

Le sue ospiti suonavano e cantavano sotto la direzione di celebri maestri. Antonio Vivaldi vi lavorò per circa quarant’anni..

La protagonista Cecilia vi abita. Suona il violino nell’orchestra dell’orfanatrofio. Di notte scrive lettere alla madre che non ha mai conosciuto.  

Un vento primaverile potrebbe scompaginare la sua vita e i polverosi spartiti delle giovani musiciste. È arrivato un nuovo insegnante di violino e maestro compositore. Ha i capelli color del rame il suo nome è Antonio Vivaldi.

“…Don Antonio il nuovo insegnante di violino e compositore dell’Ospitale ci porta la musica che ha scritto noi leggiamo il suo spartito rocopiamo la nostra parte così la musica inizia a insinuarsi dentro di noi…

E’ un bellissimo libro che ha vinto il premio Strega nel 2009 e che consiglio di leggere.

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Pavarotti , un’ emozione senza fine

 

Il 6 settembre, nel giorno  della scomparsa di Luciano Pavarotti dieci anni fa,  sono partite  le celebrazioni del grande tenore. Il mega concerto, realizzato all’Arena di Verona, è stato presentato da Rai I alle 20.30.

Anche noi, dalla lontana Danimarca, abbiamo potuto seguirlo fino alla fine, oltre mezzanotte.

“La gente non si avvicinava alla lirica perché non la conosceva. Il suo obiettivo è sempre stato quello: avvicinare la lirica alla gente. E per questo viene ancora ricordato oggi” dice la moglie Nicoletta Mantovani.

La serata , condotta da Carlo Conti è stata fantastica. Molti i cantanti e gli amici  del grande tenore. Presenti  Placido Domingo e José Carreras , le nuove generazioni come i tenori Francesco Meli e Vittorio Grigolo, il soprano Angela Gheorghiu e il tenore Fabio Armiliato.

Non sono mancati alcuni inserti pop a cominciare da Zucchero che nel 1992 convinse il maestro per la prima volta a cantare al suo fianco l’aria di “Miserere”

 

La serata musicale  iniziata con  “Granada” cantata da Angela Gheorghiu, ha compreso musica lirica e non.

Vorrei ricordare: “E lucean alle stelle” (Tosca), “Caruso”, “Ave Maria, dolce Maria”scritta da Pavarotti, “Una furtiva lacrima”(Elisir ’amore), “Libiamo” (Traviata), “La donna è mobile” (Rigoletto) , “O sole mio”Mattinata:Metti anche tu la veste bianca” di Leoncavallo….,….

Una serata bellissima! Dicono che la musica faccia dormire.

La mia notte”musicale” non è stata tranquilla e profonda . La musica continuava a regnare.

 

Se vi piace la musica lirica venerdì 15 settembre  avete la possibilità di seguire il concerto  di Rai I alle 21,25 del tenore Andrea Boccelli e altri dal Colosseo.

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Paolo Cognetti :”Le otto montagne”

Paolo Cognetti da 8 anni vive in una baita a 2000 m. sopra Brusson  in Val d’Aosta

Qui vi ha ambientato questo potentissimo romanzo che ha vinto il premio Strega, un libro sulle montagne e sull’amicizia.

La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita…..Il protagonista è Pietro, un ragazzino di città solitario e un po’ scontroso. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune: la montagna dove si sono conosciuti, innamorati, si sono  sposati “ ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo davanti alla chiesetta che c’è lì”.

Pietro trascorre tutte le estati a Grana (paese immaginario) ai piedi del Monte Rosa, quel luogo chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. Ad aspettarlo c’è Bruno, il suo grande amico….

Recentemente ha presentato il suo libro all’IIC di Oslo. Chissá se avremo il piacere di averlo  a Copenaghen.

 

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L’Italia con le sue canzoni

L’Italia, divisa in piccoli stati, non ha un’unica musica tradizionale comune.

Riflette la posizione geografica in cui si trova, a sud dell’ Europa e al centro del mar Mediterraneo.

Ha influenze arabe, africane, celtiche, persiane, venete, latine e slave.

Nel 1861 nasce il regno d’Italia. Il 2 giugno 1946 è una repubblica con 19 regioni.

Anni ’50 : il paese è povero, un paese agricolo. Solo il 30%parla italiano. Nel 1951 a Sanremo nasce Il Festival della canzone.

Anni’60 : boom economico. La gente lascia la campagna. Si sviluppa l’industria soprattutto al nord. Molti giovani abbandonano il sud dove rimangono vecchi, donne e bambini e vanno verso il nord Italia emigrando anche in Europa e altrove.

Le canzoni descrivono luoghi o momenti della vita positivi, romantici ma anche realistici e critici. Sono in dialetto o in italiano. Eccone 5 di altrettante regioni. Si possono ascoltare via youtube. Lo schermo mostra anche immagini e paesaggi.

Piemonte : Ciao Turin

Trentino Alto Adige: Paganella

Toscana:Firenze stanotte sei bella!

Friuli Venezia Giulia: Le campane di San Giusto

Puglia: Amara terra mia

Parlano dell’emigrazione ( la prima e l’ultima), di una montagna, di una cittá…

La quarta su Trieste è del 1915. Ricorda l’annessione del Trentino Alto Adige all’Italia:

La casa editrice Alma ha pubblicato “Canta che ti passa” nel 2000 e 2013.

Danno una simpatica panoramica sul mondo della canzone e su noti cantautori e cantanti.

 

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Festa europea della musica

Il 21 giugno giorno del solstizio d’estate si celebra in tutta Europa la festa della musica  nata in Francia nel 1982. Coinvolge più di 60 città europee.

A Roma si celebra in piazza, strade, parchi e cortili …tutti i cittadini avranno la possibilità di fare musica.16 istituzioni pubbliche e private, musei ed aree archeologiche ,ma anche botteghe, artigani sale da concerti…..

www.festadellamusicaroma.it

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Festival Hans Christian Andersen

Sestri Levante dall’ 8 al 10 giugno sarà  la cornice del   20 Festival Hans Christian Andersen.

Andersen visitò l’Italia cinque volte. Lo ha descritto nel suo Diario, nella Fiaba della mia vita, ma soprattutto  nell’ Improvvisatore

Andersen visitò l’Italia cinque volte. Lo ha descritto nel suo Diario, nella Fiaba della mia vita, ma soprattutto  nell’ Improvvisatore. Nel Diario così scrisse: ”Quale fiabesca serata di bellezza a Sestri. L’albergo sorge proprio vicino al mare che si srotolava in grandi cavalloni. Il cielo splendeva con nuvole rosso fuoco, i monti trasmutavano in violenti colori”.

Per quattro giorni Sestri si trasformerà in un luogo pieno di sorprese come nelle favole per tornare ad incantare.  Il premio a Sestri è dedicato ai racconti inediti di genere fiabesco elaborati da scrittori bambini e ragazzi.

Giovedì 8 giugno il Festival sarà inaugurato da un’allegra sfilata di oltre mille bambini a cui seguirà un’esplosione di spettacoli di giorno e di sera, un susseguirsi di immagini di suoni e di storie raccontate con lo sfondo dei luoghi, delle vie, delle piazze e delle spiagge di questa città ligure.

Venerdì 9 alle 19.00 il coro delle Voci Bianche della fondazione Carlo Felice aprirà le narrazioni nella Baia del Silenzio.

Sarà un susseaguirsi di spettacoli e appuntamenti tra le vie  e le piazza sestrine che prevede in tre giorni oltre 50 rappresentazioni con artisti provenienti da diversi paesi.

Tra i molti paesi partecipanti ci sarà naturalmente la Danimarca.

Sestri è una cittadina di 2000 abitanti, situata all’estremità del golfo del Tigullio a metà strada fra Portofino ed il Golfo delle Cinque Terre. Fondata dai romani (il suo nome latino è Segesta Tigulliorum”)  è un rinomato centro di villeggiatura grazie al suo clima mite ad al suo paesaggio incomparabile.

Sestri  nasce come borgo di pescatori, situata sulla penisola che si protende sul mare e che divide il golfo in due baie suggestive chiamate “Baia del Silenzio” e “Baia delle Favole” in onore di Hans Christian Andersen.

Il prossimo luglio i miei nipoti e i loro genitori come vuole la tradizione andranno a Sestri.

Non potranno seguirne il festival ma ne vedranno una mostra che lo ricorda. Faranno il bagno e pranzeranno, come vuole la tradizione, da ”Polpo Mario” famoso per suoi pranzi favolosi.

Quanto alla sottoscritta e a mio marito spero di poter andarci in settembre. Meglio tardi che mai.

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Terre di Dante

di Lucia Rota Andersen

Le Terre di Dante: un viaggio in Italia alla scoperta di luoghi incantati, descritti con l’esperienza e  gli occhi di Lucia Rota Andersen. Un modo piacevole per immaginare e – perché no? –  programmare il prossimo viaggio sulle orme di Dante Alighieri.

Segui i nostri articoli sui viaggi e lascia pure il tuo commento oppure proponi tu stesso un luogo da visitare e noi lo raccontaremo qui per gli amici della Società Dante Alighieri.

Nel 1992 nascono ”I Parchi Letterari”. Offrono visite guidate, creano eventi , attività enogastronomiche e  artigianato. Nel 2014 é la volta di  “Le terre di Dante”.

Nel 2015 noi della Dante di Copenaghen siamo andati alla scoperta dei luoghi in cui Dante ha vissuto, sofferto e trovato ispirazione. Attilio Moroni, presidente de ”Le terre di Dante” é stato presenza attiva durante tutto il viaggio arricchendolo con molte e graditissime sorprese.

Il nostro primo hotel  “Gli Usignoli” era un agriturismo fantastico a 40 chilometri da Firenze.

Ottimo il trattamento, bellissimo il panorama.

Prima tappa a  Firenze dove Dante è nato nel 1265. La città era  un intrico di vie strette, di case addossate le une alle altre, con orti, vigneti e giardini. Molte le chiese, numerosissime le torri.

Nel  1302 Dante lascia Firenze perché condannato all’esilio.

   Passa i primi giorni a Gargonza, borgo medievale a 545 m. d’altezza. Oggi è un hotel. Il figlio del proprietario conte Guicciardini ci ha raccontato la sua storia.

Visitiamo Poppi. Vicino al castello un busto di Dante. Nei sotterranei la ricostruzione della battaglia di Campaldino del 1289 a cui il poeta partecipò . .

Nella splendida foresta del Casentino   ecco il monastero e l’eremo di  Camaldoli.

Nel 1314 Dante lascia la Toscana per la Romagna. Ci andiamo anche noi ma in treno. Prendiamo

La Faentina”.  Nata nel 1893  mette in comunicazione la Toscana con la Romagna. Sono 101 chilometri, in un paesaggio indimenticabile.

Scendiamo a Brisighella, bella cittadina medievale ai piedi di tre pinnacoli rocciosi. Nel centro domina la cosidetta “Via degli asini”, suggestiva strada sopraelevata. Il nome deriva dall’uso di far passare per la via le carovane di animali adibiti al trasporto del materiale dalle vicine cave di gesso.

A Villanova di Bagnacavallo entriamo nel Museo etnografico della civiltá palustre dove. La super simpatica direttrice ci ha fatto vedere come si viveva allora.

  Eccoci a Ravenna dove Dante visse i suoi ultimi 6 anni ospite di Guidio da Polenta.

Pernottiamo all’Hotel Centrale. l’Assessore della Cultura  la dr. Ouidad Bakkali ci porge  il benvenuto della città. Visitiamo il Museo Nazionale, il Battistero Neoniano, San Vitale,  Galla Placidia. Il presidente del comitato Dante di Ravenna ci presenta lo scrittore . Conclude davanti alla sua tomba gelosamente custodita dai frati di San Francesco che evitarono  ai fiorentini di riaverne le spoglie .

Entriamo nella Pieve di S.Donato in Polenta dove secondo  Carducci Dante si fermava a pregare quando era ospite dei signori di Ravenna.

  Saliamo a Bertinoro nota come balcone della Romagna data la bellissima vista che offre. In piazza c’è una colonna con molti anelli. Il visitatore che arrivava a cavallo in città legava il cavallo a un anello che apparteneva alla famiglia che voleva vedere. Noi non l’abbiamo fatto anche se eravamo ospiti del consiglio comunale. L’assessore al Turismo e Cultura Mirko Capuano con alcuni membri del consiglio ci ha offerto un “rinfresco con vista”

Il nostro viaggio si è concluso a Portico di Romagna. La strada antica che dalla Toscana giungeva in Romagna sfiorava la Cascata dell’Acquacheta che Dante rievoca dalla  quale sarà passato per Portico di Romagna dove la famiglia dei Portinari, la  famiglia della Beatrice  dantesca aveva un suo palazzo. A Portico abbiamo degli ottimi amici, la famiglia Cameli  proprietaria de “Al vecchio convento”. Se non ci siete mai andati dovete farlo. Bello il posto e i dintorni, magnifica la cucina, ottima la scuola di italiano che gestiscono e tanta tanta simpatia.

Buon divertimento!