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14 maggio – 27 maggio 2018

Vi avevamo promesso di tenervi aggiornati, e lo faremmo volentieri, se ci fosse qualcosa da dire. Invece, niente: la situazione politica, in Italia, da due mesi a questa parte non cambia. Ci sono state consultazioni, tentativi di alleanze e prese di distanza, ma la soluzione sembra davvero lontana. Ora pare che si vada verso un governo tecnico, e questo significa una cosa sola: l’Italia ha bisogno di riforme e cambiamenti, e questi cambiamenti saranno impopolari. Nessun partito vuole legare il proprio nome ad una serie di azioni che porteranno la gente a odiare chi le farà, quindi è necessario trovare un “capro espiatorio”, qualcuno che non si preoccupi di bruciarsi ogni possibilità di rielezione. Allo stesso tempo, la scelta di questo nome non è facile, perchè ogni gruppo vuole dimostrare di essere il più forte, il più influente, e tante, troppe persone vogliono avere “voce in capitolo”, per prenotare un posto al prossimo tavolo delle trattative. Per gli elettori, che ora stanno a guardare, non resta che ridere con le “foto parlanti” di un gruppo facebook. Abbiamo scelto una delle più divertenti, che ricorda quando, a scuola, c’era il “tema di italiano”, e mancava sempre il tempo per copiare “in bella” – cioè nella versione senza cancellature e ripensamenti.

La redazione

 

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Henning racconta

Il pozzo di San Patrizio

Gli italiani si servono di tanti modi di dire. Per esempio si dice che qualcuno “è il pozzo di San Patrizio” se la sua fortuna è enorme e pare essere inesauribile. Questo pozzo esiste in realtà. Si trova a Orvieto. Si tratta di un capolavoro di ingegneria. L’architetto è stato Sangallo il Giovane che l’ha fatto per volere del papa Clemente VII, il secondo papa Mediceo. Il Sangallo è stato anche l’architetto di San Pietro prima di Michelangelo. Il papa sopradetto si era ritirato da Roma durante il sacco di Roma (1527) e aveva cercato rifugio a Orvieto. Non ha voluto che alla città mancasse l’acqua in caso di assedio. Il pozzo, profondo sopra 50 metri, è scavato nel tufo con un diametro di 13 metri. Ci sono due rampe elicoidali, vuol dire a forma di una chiocciola, dove i muli trasportavano l’acqua – nel senso unico naturalmente. Una piccola spiegazione: le due rampe sono state create per permettere un passaggio continuo di muli, che scendevano, prendevano l’acqua e risalivano senza mai incontrare altri muli, perchè le due spirali sono sfalzate. (n.d.r.)

DANTE RACCONTA 14 maggio – 27 maggio 2018 3 H

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Tanti auguri, “world wide web”!

Avete presente quelle cose che sembra ci siano da sempre? Quelle cose che, quando ci pensi, ti chiedi “ma come ho fatto, prima, senza?”. Sono le stesse cose che, magari, sono comparse nella nostra vita ad un certo punto, ma ci ricordiamo benissimo come abbiamo vissuto prima che arrivassero. Ecco, la “rete”, cioè il web, è una di queste cose. Ora, tutti siamo collegati, e abbiamo accesso a miriadi di informazioni (vere o false, quello è un altro tipo di problema) che possiamo leggere o possiamo scambiarci. Eppure, il web così come lo conosciamo, libero e mondiale, è relativamente giovane: il 30 aprile festeggerà i suoi primi 25 anni. Solo venticinque anni!!! Il 30 aprile 1993, infatti, il Cern (l’organizzazione europea per la ricerca nucleare, con sede a Ginevra) mise a disposizione del pubblico il World Wide Web, fino a quel momento utilizzato dalla sola comunità scientifica, rinunciando a qualsiasi tipo di diritto sul software scritto qualche anno prima da un suo ricercatore, il britannico Tim Berners-Lee, che si era laureato in fisica a Oxford. Fu in quel giorno di 25 anni fa che il Web divenne di fatto libero, perché allora il suo inventore decise di donare agli sviluppatori di tutto il mondo il linguaggio di questo nuovo mondo digitale, il suo “codice sorgente”, dandogli una licenza “open source”. E’ stata proprio questa caratteristica, ossia il fatto di essere libera e gratuita, ad aver permesso alla rete di crescere così tanto. Se questo sia un bene oppure un male… è un altro discorso. Sta di fatto, però, che questo formidabile strumento ha cambiato, in un tempo velocissimo, la vita di ognuno di noi. L’ha davvero rivoluzionata. E voi che ne pensate del web? Vi ricordate le vostre prime esperienze in rete?