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Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

La sirena Partenope

Giorni fa mi è capitato di leggere questa bellissima frase sul tema della vita :
Vivere non è abbastanza, bisogna avere il sole , la libertà ed un piccolo fiore .
L' autore è Hans Christian Andersen.
Solo l'Autore di tante fiabe che hanno fatto sognare generazioni di bambini , poteva dare un' immagine così poetica della vita.
Vivere senza guardarsi intorno ed apprezzare tutta la bellezza della Natura non è vivere!  Guardare e sentire il sole fuori e dentro di noi. Godere della libertà!

Queste poche pennellate di parole, semplici ma incisive, riescono a dare così bene il senso della vita.

Sono le stesse pennellate di colore che si ritrovano nella descrizione del mondo marino della Sirenetta. La semplicità delle piccole cose: le conchiglie, tutta la flora e la fauna marina in una miriade di colori che si staglia davanti ai nostri occhi come un dipinto tridimensionale.

Bellissima la descrizione del giardino dai fiori rossi della Sirenetta che ancora di più sottolinea la bellezza delle cose semplici.

La citata libertà è la stessa che caratterizza questa delicata creatura del mare. Opera la sua scelta di diventare Umana per Amore, si assume la responsabilità di questa scelta. Soffre fisicamente, ma soprattutto le duole il cuore quando il suo amato principe sceglie un' altra sposa. Quando potrebbe salvare la sua vita uccidendo il suo amato, sceglie la morte in nome di quell' amore così grande da andare oltre la vita. Diventa una bolla evanescente ma capace di aiutare chi ne avrà bisogno.

Questa è la favola e ciò che io ho letto sfogliando per l'ennesima volta le sue pagine.
Ma ora vi racconteró una leggenda...

Questa sirena fa parte della nostra tradizione.

Gli abitanti di Napoli usano definirsi " partenopei " in nome di questa sirena,  di cui si può ammirare la statua a Piazza Sannazzaro. Secondo la storia , Napoli ( Neapolis , città nuova) fu fondata dai Greci nel IV sec.a.C..

La leggenda va ancora più indietro nei secoli e si rifà all'Odissea di Omero.
Come tutti sanno Odisseo, in rotta verso Itaca, tra mille peripezie, avvertito dalla maga Circe, volle ugualmente ascoltare le voci melodiose delle sirene  facendosi legare all' albero della nave. Così mentre i suoi marinai non si gettarono in mare perché le loro orecchie erano state otturate con la cera, lo stesso Odisseo resistette con sommo sacrificio a quel canto magico e non divenne preda di quelle creature marine. Esse non seppero resistere all' onta subita e andarono a sfracellarsi suo promontori circostanti. In particolare la sirena Partenope (alcuni dicono  innamorata persa di Ulisse) fu portata dalle correnti marine sugli scogli di Megaride (dove oggi sorge Castello dell'Ovo).
Trovata dai pescatori , il suo corpo si trasformò e divenne parte della morfologia del luogo.

Il suo capo è appoggiato ad est sull' altura di Capodimone ed il piede ad ovest verso il Promontorio di Posillipo.

La sirena d' allora fu venerata come una dea,  Napoli divenne una città ricca,  perla del Mediterraneo.
Favola o leggenda, l' Uomo ha bisogno di queste creature sovrannaturali per andare oltre la quotidianità e rifugiarsi nel sogno.
Lucia RotaDiLucia Rota

Festival Hans Christian Andersen

Sestri Levante dall’ 8 al 10 giugno sarà  la cornice del   20 Festival Hans Christian Andersen.

Andersen visitò l’Italia cinque volte. Lo ha descritto nel suo Diario, nella Fiaba della mia vita, ma soprattutto  nell’ Improvvisatore

Andersen visitò l’Italia cinque volte. Lo ha descritto nel suo Diario, nella Fiaba della mia vita, ma soprattutto  nell’ Improvvisatore. Nel Diario così scrisse: ”Quale fiabesca serata di bellezza a Sestri. L’albergo sorge proprio vicino al mare che si srotolava in grandi cavalloni. Il cielo splendeva con nuvole rosso fuoco, i monti trasmutavano in violenti colori”.

Per quattro giorni Sestri si trasformerà in un luogo pieno di sorprese come nelle favole per tornare ad incantare.  Il premio a Sestri è dedicato ai racconti inediti di genere fiabesco elaborati da scrittori bambini e ragazzi.

Giovedì 8 giugno il Festival sarà inaugurato da un’allegra sfilata di oltre mille bambini a cui seguirà un’esplosione di spettacoli di giorno e di sera, un susseguirsi di immagini di suoni e di storie raccontate con lo sfondo dei luoghi, delle vie, delle piazze e delle spiagge di questa città ligure.

Venerdì 9 alle 19.00 il coro delle Voci Bianche della fondazione Carlo Felice aprirà le narrazioni nella Baia del Silenzio.

Sarà un susseaguirsi di spettacoli e appuntamenti tra le vie  e le piazza sestrine che prevede in tre giorni oltre 50 rappresentazioni con artisti provenienti da diversi paesi.

Tra i molti paesi partecipanti ci sarà naturalmente la Danimarca.

Sestri è una cittadina di 2000 abitanti, situata all’estremità del golfo del Tigullio a metà strada fra Portofino ed il Golfo delle Cinque Terre. Fondata dai romani (il suo nome latino è Segesta Tigulliorum”)  è un rinomato centro di villeggiatura grazie al suo clima mite ad al suo paesaggio incomparabile.

Sestri  nasce come borgo di pescatori, situata sulla penisola che si protende sul mare e che divide il golfo in due baie suggestive chiamate “Baia del Silenzio” e “Baia delle Favole” in onore di Hans Christian Andersen.

Il prossimo luglio i miei nipoti e i loro genitori come vuole la tradizione andranno a Sestri.

Non potranno seguirne il festival ma ne vedranno una mostra che lo ricorda. Faranno il bagno e pranzeranno, come vuole la tradizione, da ”Polpo Mario” famoso per suoi pranzi favolosi.

Quanto alla sottoscritta e a mio marito spero di poter andarci in settembre. Meglio tardi che mai.