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Marie MorelDiMarie Morel

Nata viva

 

La storia che racconterò oggi è quella di una persona nata viva: un racconto appassionato e antipedagogico di una bambina e, poi, di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo. 

“Nata viva è un romanzo ed un mini-film sulla vita della protagonista Zoe Rondini, di come tutti noi possiamo sognare, crescere e diventare adulti. 

Ci sono racconti, talvolta, che hanno una propria vita e il compito dei moderni cantastorie è solo quello di prestare la propria voce o la propria penna. 

Storie che hanno urgenza di essere raccontate, di imprimersi e di sopravvivere allo scorrere del tempo, come quella di Zoe Rondini. 

Zoe non respirava quando è nata. Ha cominciato a farlo dopo cinque, lunghissimi minuti. Cinque minuti che hanno segnato la sua vita per sempre. L’asfissia le ha procurato delle lesioni al sistema nervoso, per cui non cammina bene, non parla bene, non si muove bene. 

Eppure è viva ed esige di vivere.  Zoe esige di avere un’esistenza come tutti gli altri, perché si rende conto che i limiti non risiedono nella sua disabilità. Come non si è arresa in quei primi 5 minuti, decide di non farlo per il resto della sua vita e trasforma la sua esperienza in una storia, che ha raccontato nel libro autobiografico Nata viva (edito dalla Società Editrice Dante Alighieri,  novembre 2015) e nell’omonimo cortometraggio (regia di Lucia Pappalardo, realizzato dell’associazione nazionale  Filmaker e Videomaker Italiani ), vincitore del premio L’anello debole, al Festival di Capodarco nel 2016. 

Con onestà, trasparenza, ironia, Zoe Rondini racconta di cosa voglia dire essere una bambina, poi un’adolescente e, infine, una donna disabile, della scuola, del bullismo, della burocrazia e delle relazioni con chi la circonda, dai familiari ai professori, ai terapisti, agli uomini e di amore e sessualità.   

Una storia di vita, libertà e speranza che vorrei si diffondesse come un’eco, per raggiungere una moltitudine di persone. Quello di Zoe è un romanzo di formazione, è la storia di tutti noi che cresciamo, tra alti e bassi, momenti di difficoltà e soddisfazioni, sconfitte e vittorie, per trovare la nostra dimensione e la nostra serenità. E capire che la diversità è negli occhi di chi guarda e le eventuali difficoltà fisiche possono essere superate con la forza del pensiero, della fantasia, della creatività.

 Questo è il messaggio che Zoe vuole trasmettere agli altri e lo fa portando la sua esperienza nelle scuole, nelle università, partecipando a convegni e seminari.

Nelle scuole è attualmente impegnata nella realizzazione di progetto che si basa sulla narrazione di sé, che coinvolge bambini e ragazzi in prima persona, attraverso il racconto delle loro aspirazioni, prospettive, per prevenire il bullismo e diffondere la cultura del rispetto delle differenze.

Nel frattempo, Zoe sta lavorando al suo secondo libro in cui darà voce, attraverso delle interviste, a persone disabili e normodotate che conoscono bene il mondo della disabilità. Persone che si raccontano, parlano dei loro desideri, dei loro sogni, dei cambiamenti che vorrebbero si realizzassero.

Con il suo lavoro e il suo impegno, Zoe porta un messaggio agli altri, da cui ciascuno può trarre insegnamento: che la vita è un dono e che, in qualunque situazione ci troviamo, possiamo sempre fare qualcosa per dare il nostro contributo; che con tenacia e determinazione si possono superare i propri limiti; che ciascuno di noi può essere sorprendentemente speciale; che è ora di abbattere i tabù e gli stereotipi legati al mondo della disabilità. 

Zoe Rondini, in qualità di pedagogista, autrice, attrice e blogger è pronta a dare il suo contributo, in ambiti accademici e nei convegni per contribuire ad un lento ma progressivo cambiamento culturale.

 Questo è solo un piccolo assaggio del mondo di Zoe, che vi invito a visitare: 

www.piccologenio.it

Lettera di presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Lezione per il master di psicologia della Lumsa 15.07.2018 

https://www.piccologenio.it/category/amore-e-disabilita-sfatiamo-i-tabu/

https://www.facebook.com/groups/146638665460085/?epa=SEARCH_BOX

 

Grazie Zoe, continua così perché: la vita riserva inaspettate sorprese alle persone che nonostante tutto… nascono vive!