La voce di Modena

di Pablo Paolo Peretti
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1) Cosa significa essere un poeta al giorno d’oggi.

Oggi come ieri il poeta deve essere un uomo che vive la vita restando dentro al reale.

2)Poeti si nasce o si diventa? Raccontaci il tuo percorso.

Il mio percorso nasce come lettore
Alla poesia mi sono avvicinato al terzo anno di superiori, iniziai ad appassionarmi ai poeti decadenti francesi e via via, la mia lettura prese maggiore consapevolezza.
Non so se poeti si nasca o si diventi
credo che serva umiltà e passione, sia che tu legga poesia o che tu la scriva.

3)Cosa non ti piace e ti piace della poesia in generale? Chi ti ha influenzato e chi hai evitato di assomigliare … e perché!

Della poesia amo il suo impatto nella vita, non mi piace quando l’impatto è manipolato e forzato.
Non mi ha influenzato nessuno, ma, ho la fortuna di aver conosciuto una persona Nicola Vacca che da critico e da poeta mi ha consigliato letture.
Con Nicola (cui sto lavorando da anni ) c’è grande stima e amicizia.
4) Devi usare 4 libri di poesia da regalare al tuo peggior nemico. Hai qualche titolo o nome di autore e perché?

I nemici li ignoro.

5)In Italia ci sono circa 4 milioni e mezzo di poeti o presunti tali… ti fa paura la concorrenza?

No non mi interessa, la poesia mi vive dentro nonostante tutto.

6) Dicono che la poesia non vende, oppure solo pochi eletti riescono ad avere una certa notorietà. Cosa ti aspetti da te ? Fama, riconoscenza oppure solo piacere di piacere?

Da me mi aspetto di restare uomo tra gli uomini.
Non mi interessa la notorietà ma la possibilità di incontrare bravi poeti da cui apprendere.

7)Dove e quando scrivi? Ha un determinato orario la tua creatività o luogo dove si fa sentire ancora di più?

Scrivo ovunque, non ho orari.
Scrivere va di pari passo con la vita che sto vivendo.
Il qui ed ora.

8) Quali poeti sconosciuti al grande pubblico ma notevoli che hai letto e ammirato  nei social ti hanno colpito e perché?

Non saprei.
Poeti bravi ne ho conosciuti ma preferisco che sia la loro vita a parlare più che i social

9) Diceva Charles Baudelaire ”Il peggior nemico di un poeta è un poeta ”. Cosa voleva dire secondo te. Sei d’accordo?

Si sono d’accordo perché c’è tanta invidia e indifferenza soprattutto in certi contesti culturali.

10) Ti obbligano a dare una definizione di te stesso, come scrittore. Raccontaci.

Non so dire altro che Nicola è un uomo che cerca di attenersi al suo reale nel bene e nel male.
Come scrittore, se qualcuno ha voglia e interesse si raccontarmi, sono qui

Le mie poesie

Foto: Dino Ignani

BIOGRAFIA

Nicola Manicardi è nato a Modena dove risiede e lavora in ambito sanitario. Appassionato di letteratura in particolare modo di poesia ha pubblicato nel 2015, per la casa editrice Rupe Mutevole di Parma diretta da Enrico Nascimbeni, il suo primo volume intitolato “Periplo”.  Successivamente alcuni suoi testi sono stati inseriti in una antologia dedicata al mito di Marilyn Monroe intitolata “Umana troppo umana”, curata da Alessandro Fo e Fabrizio Cavallaro ed edita da Aragno nel 2016. Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo volume di poesia intitolato ”Non so”, per la casa editrice “I Quaderni del Bardo” di Stefano Donno collana Zeta diretta da Nicola Vacca. Alcune sue poesie sono state tradotte in greco, spagnolo, rumeno, russo e francese e inserite in alcune riviste nazionali e internazionali. Nel giungno 2020 esce una nuova raccolta di poesie dal titolo “Umiltà degli Scarti” Collana Agorà diretta da Nicola Vacca per l’Argolibro editore. L’ultimo lavoro è una raccolta di poesie racconti intitolato Carne e Sangue per la casa editrice Oltre.

Ho respirato la notte

fino all’ultima stella rimasta.

Troppo alte per poterle prendere

troppo grandi per farci un’ abat jour.

Resto

con il caldo

buio

delle stelle

Agosto

è una morte

che attende

Settembre.

Agosto

Mese senza Mercurio

e con il Pianeta Sole

in Leone.

L’Airone è nascosto nel giallo.

Agosto

è una buca arsa

una moviola tra i miraggi del passato.

Gli operai erano in viaggio e i maturati sui traghetti.

Mi trovo nel punto più bianco di una terra sofferta.

Non è la città o è solo in parte ma …

Ricordo che un giorno

avevamo in mano un tronco

sopra la sabbia umida

È nera la parola

Temporale

del mio stare

dove

scarico pioggia

di parole

fino all’ultima goccia.

Sul viale dove abito

gli olmi muoiono a catena

Non si conosce la causa

ma credo che si siano ammalati

da quando Guido è morto

Aveva Novant’anni.

Novant’anni che abitava qui.

L’ultimo olmo che hanno tagliato

era quello di fronte a casa di Guido

il più vecchio di una filiera

Da lui,iniziava spazzando

e togliendo erbacce e pattume.

Guido tutte le mattine era sul viale

a volte si dimenticava chi era

diceva :

di essere un caminionista

a volte il vigile urbano

Si fermava sempre dal mio cancello

perchè qui settant’anni prima abitava

una ragazza.

Nei momenti lucidi girava in bicicletta

mi diceva che tre case prima della mia

finiva Modena.

Qui era tutta campagna di frutteti e frumento.

Qui c’erano gli olmi

Ora sono le diciassette

e la betoniera è ferma.

Hanno comprato la casa di Guido

e gli olmi hanno cento cerchi.

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