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Marie MorelDiMarie Morel

Il cinema celebra il genio di Leonardo da Vinci con due nuovi film

In questo 2019, l’anno che sarà ricordato per le celebrazioni in onore del grande maestro italiano, il cinema non poteva non fare la sua parte.

Sono due i film che ripercorrono la vita dell’artista.

A partire da ottobre potremo vedere, dapprima nei cinema italiani, poi in tv su Sky e, infine all’estero, Io, Leonardo, interpretato dal bravissimo Luca Argentero, che per la prima volta presta il suo volto ad un personaggio realmente esistito in un’opera biografica.

Distribuito da Lucky red questo film si propone di gettare una luce diversa sul personaggio di Leonardo da Vinci, portando lo spettatore alla scoperta dell’uomo.

Il regista di origine messicane, Jesus Garces Lambert, non è nuovo a questo tipo di film. Ha già portato, infatti, sulle scene “Caravaggio l’anima e il sangue”; le riprese del film hanno avuto luogo prevalentemente a Firenze, a Vinci e nella campagna toscana, a Milano, a Roma e in Francia.

 

Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, è film unico nel suo genere dedicato a Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni della scomparsa del genio universale. Sarà nelle sale da maggio 2019 in collaborazione con la Federazione Italiana Cinema D’essai.  Non è solo un film che ha già vinto negli Stati Uniti dei Festival internazionali. Questo film è un progetto che viene da lontano ispirato teatralmente da un regista e attore Finazzer Flory che è stato appena premiato come Winner Best Indie Filmmaker – Top Shorts Film Festival January 2019 e Winner Best Indie Filmmaker – New York Film Awards 2019 Winner Honorable Mention: Narrative Film – Los Angeles Film Awards 2019 Winner Best Narrative Feature – Festigious International Film Festival 2019 Los Angeles Winner Best Actor -Actors Awards Los Angeles January 2019.L’attore italiano, Massimiliano Finazzer Flory, si è fatto carico da tempo di rappresentare l’Italia e la nostra cultura all’estero e il suo film su Leonardo in collaborazione con Rai Cinema è già una sorta di cult. Sono 23 i Paesi in cui è prevista la distribuzione tra cui oltre gli USA,  in Cina e in India. 

L’incedibile make-up del volto di Finazzer e una recitazione coreografica che incarna il corpo di Leonardo rende durante il film davvero impressionante la verità del personaggio restituendoci non solo la sua storia ma anche in termini registici e di questo forse uno dei valori più importanti dell’opera l’influenza di Leonardo anche nella nostra estetica cinematografica. I set, le opere d’arte e il linguaggio sono tutti autentici per la storia di Leonardo. Un’icona universale, 500 anni dopo la sua morte. Un film che tiene insieme l’originalità linguistica attraverso il linguaggio del Rinascimento, il trucco, i costumi e la qualità tecnologica del nostro tempo come il drone che permette di realizzare nuove tendenze estetiche tra paesaggio e patrimonio culturale.


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Breve sinossi: due giornalisti, di New York e Milano ignari l’uno dell’altro, per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo sono alla ricerca di uno scoop. Vedono opere e attraversano i luoghi del Genio tra paesaggi e misteriosi incontri. A Firenze per la prima volta durante uno spettacolo in costume tra frati, turisti e sbandieratori si trovano tracce inaspettate. A Milano si scopre un documento per scoprire chi era Leonardo Uomo attraverso un esame scientifico. Giungono nella sua ultima dimora a Clos Lucé e incontrano davvero Leonardo. Viene concessa l’intervista. Le parole del Genio sono autentiche in lingua rinascimentale. Alla fine Leonardo fugge tra i sotterranei tornando a Vigevano e svelandosi ai personaggi più importanti della sua storia dove racconta…
I set del film: dalla la casa natale di Leonardo a Vinci dove è nato a primo mulino in cui il genio bambino ha iniziato a giocare, a fare lo scienziato fino allo Château Royal d’Amboise e la dimora dove Leonardo è scomparso a Clos-Lucé e ancora a Vigevano le Scuderie, le Sotterranee, la Strada coperta, il Castello. A Milano: San Sepolcro, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, gli “Orti di Leonardo”, la Sacrestia del Bramante, il Castello Sforzesco, la Sala delle Asse, l’Archivio di Stato dove è stato girato l’unico l’autografo di Leonardo esistente al mondo. Infine alle cascate dell’Acquafraggia studiate dal genio. E naturalmente Firenze all’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella e alla Basilica di Santa Maria Novella per mettere in scena il Leonardo botanico.

 

Marie MorelDiMarie Morel

500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci in Europa

Il genio di Leonardo da Vinci, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte, verrà celebrato non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei.

 

In prima linea c’è la Francia, che ha ospitato l’artista negli ultimi anni della sua vita e gli dedicherà nel corso del 2019 un numero straordinario di manifestazioni.

Il Comité de pilotage della Valle della Loira ha organizzato una rassegna, “Viva Leonardo da Vinci! 500 anni di Rinascimento nel Centro-Valle della Loira, nel corso della quale si terranno 500 eventi di arte e letteratura, scienze e architettura, artigianato, gastronomia, proiezioni cinematografiche e spettacoli, in varie località.

Il castello di Clos Lucé e quello di Amboise, nei quali Leonardo ha soggiornato durante il periodo francese, saranno sede di due importanti mostre.

  La prima, intitolata “1519, la mort de Léonard de Vinci”, racconterà gli ultimi anni di vita del maestro e partirà ad Amboise il 2 maggio, data precisa della sua morte. Nel corso di essa verrà esposto anche il quadro di Ménageot, La morte di Leonardo, dipinto nel 1781.

Il 6 giugno, a Clos Lucé verrà inaugurata l’esposizione “La cena di Leonardo per Francesco I, un capolavoro di seta e argento“, il cui protagonista assoluto sarà l’arazzo dell’Ultima Cena prestato dai Musei Vaticani, che sarà esposto, poi, al Palazzo Reale di Milano, a partire da ottobre.

Nel castello di Chantilly, invece, sarà esposta La Gioconda nuda, un disegno che solo di recente è stato attribuito a Leonardo, dopo anni di studi.

Il calendario degli eventi è consultabile qui.

A Parigi c’è grande fermento per l’attesissima mostra di settembre al Louvre, che secondo le intenzioni dovrebbe ospitare tutti i quadri di Leonardo.

Il condizionale è d’obbligo, perché la questione ha riaperto le ostilità tra la Francia e l’Italia, che non sembra disposta a prestare le opere vinciane ai francesi. Ancora oggi non è chiaro se i due Paesi riusciranno a trovare un accordo.

Accordo che, invece, la Francia ha stretto senza problemi con gli Emirati Arabi, per ospitare il Salvator mundi, anch’esso attribuito di recente a Leonardo.

Intorno a quest’opera d’arte, tuttavia, c’è un giallo ancora da risolvere, che potrebbe condurre ad un cambiamento di programma.

Il quadro faceva parte di una collezione privata ed è stato acquistato per 450,3 milioni di dollari dal Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi e avrebbe dovuto essere esposto per l’inaugurazione del museo Louvre Abu Dhabi, lo scorso settembre.

 

L’esposizione non è avvenuta ed è stata rinviata sine die con un laconico comunicato stampa, che non ne spiegava le ragioni. Nel frattempo, il museo ha pubblicato i programmi espositivi per l’anno 2019-2020 e il Salvator mundi non viene menzionato. Questo silenzio attorno al dipinto che avrebbe dovuto essere il cavallo di battaglia del nuovo Louvre ha destato molti sospetti. Nel mondo dell’arte, si vocifera con sempre più insistenza che vi sia stato un clamoroso errore e che il quadro non si opera di Leonardo, bensì del suo allievo Luini.

L’Inghilterra ha deciso di celebrare Leonardo rivelando al pubblico una serie di 144 disegni, che fanno parte della più grande collezione privata al mondo, la Royal Collection. Dal 24 maggio al 13 ottobre, nella Queen’s Gallery di Buckingham Palace saranno esposti gli schizzi a matita o a carboncino del grande maestro del Rinascimento, raccolti in un libro da Pompeo Leoni nel 1590 e acquistati da Carlo II d’Inghilterra.

Disegni sul corpo umano, paesaggi, di soggetti sacri, progetti da realizzare, in cui si manifesta tutta la potenza della mente creativa di Leonardo, la sua fervidissima curiosità intellettuale, il suo genio, come artista, inventore e scienziato.

Per maggiori informazioni, il sito ufficiale è Leonardo da Vinci a life in drawing.

La Spagna, infine, ospita una mostra intitolata “I volte del genio”, nella quale il curatore vuole mostrare il volto dell’uomo Leonardo, che esiste dietro a quello dell’artista. Cuore dell’esposizione sono due codici, conservati presso la Biblioteca Nacional, e la Tavola Lucana, il ritratto scoperto dallo storico Nicola Barbatelli nel 2009 in Basilicata. Il visitatore viene accompagnato da installazioni audiovisive, ricostruzioni, applicazioni di realtà mista e realtà aumentata e applicazioni tecnologiche in un percorso che getta una nuova luce sul genio italiano.

I volti del genio, fino al 29 maggio a Madrid.

Marie MorelDiMarie Morel

Il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci in Italia

Tutta l’Italia è in fermento per il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, al quale sono state dedicate numerosissime mostre ed iniziative in varie città, in particolare quelle che hanno visto nascere, crescere e formarsi, oppure ospitato il celeberrimo artista.

L’anno 2019 è interamente dedicato a quello che fu, indiscutibilmente, un genio assoluto: pittore, scultore, inventore, scienziato, anatomista, Leonardo ci ha lasciato un’eredità di opere d’arte di incommensurabile bellezza e prova tangibile del suo straordinario ingegno creativo.

Leonardo nacque il 15 aprile 1452 ad Anchiano, in provincia di Lucca a pochi chilometri da Vinci, in una casa colonica che nel 1952 fu trasformata nel  Museo Leonardiano . Qui è possibile assistere ad una narrazione audio-visiva tridimensionale, in cui un Leonardo in grandezza naturale si racconta. Si formò nella bottega del Verrocchio a Firenze, città che ospita il Leonardo Da Vinci Museum e custodisce presso gli Uffizi alcune opere giovanili dell’artista, come il Battesimo di Cristo, l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi.

Le mostre a Firenze, dedicate a Leonardo per questo importante anniversario, si susseguiranno nel corso di tutto l’anno. E’ possibile informarsi sul sito http://www.arte.it/calendario-arte/firenze, in continuo aggiornamento su tutti gli eventi.

Nel 1482, Leonardo fu mandato da Lorenzo il Magnifico a Milano, per portare un dono al duca Ludovico il Moro. L’artista rimase affascinato dalla città, che già all’epoca era tra le più popolose e aperta all’innovazione scientifica e tecnologia. L’accoglienza che ricevette, però, fu piuttosto tiepida e passò oltre un anno prima che ricevesse una commissione. Nonostante ciò Leonardo restò a Milano, dove soggiornò per vent’anni. Ed è proprio questa città che oggi lo omaggia con il maggior numero di iniziative, che prenderanno il via il 2 maggio, data esatta della scomparsa di Leonardo, e si protrarranno fino a gennaio 2020, tra mostre, spettacoli teatrali e convegni. Il calendario, fittissimo di eventi, è disponibile sul sito https://www.yesmilano.it/leonardo , sul quale vi sono anche tutte le informazioni su come arrivare e muoversi a Milano.

Dopo il lungo periodo milanese, iniziò per Leonardo un periodo errabondo, che lo portò in varie città, nelle quali l’artista lasciò il segno del suo passaggio, a Venezia, con il suo Uomo Vitruviano conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell’Accademia; a Parma, dove nella Galleria Nazionale è esposta la Scapigliata, un dipinto raffigurante una testa di fanciulla, probabilmente incompiuto; infine  Roma, dove da marzo ad agosto le  Scuderie del Quirinale ospiteranno la mostra “ Leonardo da Vinci. Scienziato e inventore”. Sempre nella capitale si terrà, tra aprile e settembre, la mostra “Leonardo a Roma. Influenza ed eredità”, presso l’Accademia nazionale dei Lincei.
A Torino, infine, nella prestigiosa sede dei Musei Reali, si terrà la mostra intitolata “Intorno a Leonardo. Disegni italiani del rinascimento”, in cui verrà esposto il celebre autoritratto, appena restaurato.

Leonardo trascorse gli ultimi anni della sua vita in Francia, al servizio di Francesco I, un sovrano colto e raffinato, estimatore dell’arte italiana e morì ad Amboise, il 2 maggio 1519.

Nel frattempo, è di pochissimi giorni fa la notizia che la Monna Lisa nuda sia realmente opera di Leonardo da Vinci. Il disegno a carboncino, così chiamato per l’enorme somiglianza con la Gioconda, dopo oltre quasi due anni di studi ed esami, sarebbe stata, finalmente, attribuita al genio vinciano, tanto che sarà esposta a Chantilly, nel corso dei festeggiamenti previsti per il cinquecentenario.

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La Milano che non ti aspetti: un itinerario tra vecchia e nuova metropoli

Capitale della moda e del design italiano, dell’editoria e dei mercati finanziari nostrani grazie alla famosa “Borsa”, Milano sembra essere la meta ideale solo per un weekend mordi e fuggi in giorni di saldi o di Black Friday. Ma siete proprio sicuri che sia davvero così? Quanti di voi, invece, hanno mai pensato di trattenersi in città per un soggiorno un pochino più lungo e totalmente turistico?

Certo, considerare il capoluogo lombardo una destinazione per un viaggio relax è cosa assai ardua da immaginare (e da praticare! Provare per credere…), vista la nomea di città perennemente di fretta che (non a torto, ad essere sinceri) si porta cucita addosso, tra un aperitivo sui Navigli di qua e una conference call con l’ufficio centrale in San Babila di là, dopo corse e spintonamenti vari in metropolitana all’ora di punta; sfuggente, frenetica, proiettata verso il futuro e l’innovazione, l’anima profonda di Milano sembra davvero difficile da cogliere e, soprattutto, da raccontare a chi è poco pratico di questi luoghi e/o del Bel Paese conosce (e sogna ad occhi aperti) solo i piccoli borghi arroccati su dolci pendii, con le stradicciole lastricate e i gerani appesi ai davanzali.

Se volete scoprire davvero la caotica metropoli del Nord Italia, ma avete purtroppo poco tempo a disposizione, vi consigliamo un breve itinerario low cost da percorrere interamente a piedi, tra mete già note e altre un po’ meno. Pronti?

  1. Mappa alla mano, il punto di ritrovo e di partenza sarà la centralissima piazza Duomo, per la foto di rito, dando le spalle alla cattedrale e dribblando turisti e piccioni molesti. Non vi sfuggirà, naturalmente, che lo sfondo della vostra fotografia o del vostro selfie sarà costituito da uno dei pochissimi esempi di architettura gotica in stile fiorito presente sul suolo italiano (data la collocazione geografica di Milano, l’influenza francese è, infatti, piuttosto forte) e non vi lascerete certo ingannare dal tripudio di statue e pinnacoli trasudanti aria di Medioevo: per completare il Duomo ci sono voluti, infatti, svariati secoli, tanto che la facciata in marmo rosa di Candoglia è stata ultimata… solo nell’Ottocento! esattamente come la piazza antistante il sagrato, risistemata negli stessi anni da Giuseppe Mengoni; per osservare del vero gotico duro e puro e del vero lavorato trecentesco, dovrete spingervi, piuttosto, sul retro della chiesa, nella zona dell’abside poligonale, decorata da statue, da bassorilievi e da vetrate coloratissime.
  2. Ancora in piazza Duomo, aguzzate la vista: alla vostra destra, leggermente arretrato rispetto alla facciata della cattedrale, potrete ammirare Palazzo Reale, opera dell’architetto Giuseppe Piermarini ed esempio mirabile di dimora in stile neoclassico (così chiamato perché un tempo fu abitato niente meno che dagli Asburgo! mentre oggi periodicamente ospita prestigiose mostre temporanee), affiancato dal poderoso Palazzo dell’Arengario (oggi sede del Museo del Novecento e della sua collezione permanente, ma pensato originariamente come sede del Comune cittadino in sostituzione di quello già esistente, detto “vecchio Broletto” e posto all’imbocco della vicinissima via dei Mercanti), edificato tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso su progetto di Muzio, Portaluppi, Griffini e Magistretti. Alla vostra sinistra, invece, non potrete non notare la maestosa Galleria Vittorio Emanuele II (altro soggetto prediletto per foto ricordo), costruita nell’Ottocento, sempre dal Mengoni, in stile neorinascimentale come strada coperta di collegamento tra Piazza Duomo e Piazza della Scala, sede dell’omonimo teatro; se la percorrerete per un buon tratto, sotto la cupola di vetro vi ritroverete circondati da una forma ottagonale definita (per l’appunto) l’“Ottagono”, oggi come allora sede dei cafè più antichi e lussuosi della città, oltre che delle boutiques più costose del circondario (un piccolo assaggio, insomma, di quello che vi aspetterà se avrete tempo e voglia di camminare fino al cosiddetto “Quadrilatero della moda” – sì, la geometria piana piace proprio ai milanesi! –, costituito dalle vie Montenapoleone, della Spiga, Manzoni e corso Venezia). Sul pavimento a litostrato della galleria sono rappresentate le insegne della città e una in particolare è molto amata dai turisti e dagli scaramantici in generale (non tanto dal Comune però che deve provvedere a continui restauri!), poiché si dice che, roteando il tallone sui testicoli del toro rampante a mosaico in campo azzurro posto nel braccio sinistro della Galleria, ci si assicurerà una seconda visita al capoluogo lombardo.
  3. Proseguendo fino alla fine della Galleria, vi ritroverete in Piazza della Scala: tra un albero e l’altro, non potrete non sentire su di voi lo sguardo fiero di quel genio a tutto tondo che fu Leonardo da Vinci, la cui statua è collocata proprio al centro della piazza; celebre artista, architetto, ingegnere, scultore toscano, egli collaborò a fine Quattrocento con Ludovico il Moro (duca di Milano e figlio di Francesco I Sforza), e rese grande e modernissima la città grazie, ad esempio, alla serie di chiuse ideate per rendere navigabili i Navigli (cioè i fiumi cittadini), e la cui opera più nota ed emblematica è il famoso Cenacolo dipinto sulla parete settentrionale del Refettorio della Chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie, ubicata in fondo a corso Magenta. Ai due lati opposti della statua di Leonardo si trovano Palazzo Marino, diventato sede del Comune dal 1861 (data che segna l’unificazione nazionale), ma costruito nel Cinquecento dall’architetto Galeazzo Alessi, e il Teatro alla Scala, mirabile opera del già citato Piermarini. Vanto della città grazie alla sua prestigiosissima Accademia di ballo e agli spettacoli d’opera e ai concerti presenti in cartellone tutto l’anno, il teatro inaugura ogni anno la sua stagione il 7 dicembre, giorno in cui Milano festeggia il suo patrono, Sant’Ambrogio (al quale, peraltro, è dedicata una splendida chiesa romanica in mattone a vista all’esterno e marmo bicromo all’interno, ubicata nella zona omonima, nella quale sono contenute le sue spoglie). Proprio accanto al famoso teatro, sulla destra, inizia via Verdi: imboccandola, vi ritroverete presto in via Brera, cuore pulsante della vecchia Milano e ritrovo di artisti.
  4. Una volta approdati nel bel mezzo del quartiere di Brera, sede della prestigiosa Pinacoteca, dell’Accademia di Belle Arti e della Biblioteca Braidense (collocata in fondo rispetto al cortile con la statua di Napoleone, in cima a una scalinata e con ancora all’interno gli scaffali in legno e i soffitti dipinti a trompe-l’œil), sentitevi pure liberi di perdervi nei vicoli stretti e tortuosi dove, nelle sere estive, alcune cartomanti cercheranno di curiosare nel vostro futuro, oppure, d’inverno, luminarie e luci natalizie invaderanno letteralmente la zona, dandone un’aria piuttosto suggestiva. Brera era, infatti, il quartiere degli artisti, fatto di stradine strette e dalle forme piuttosto bizzarre, che si intersecano tra loro formando angoli inusuali (eco del passato medievale della città, in cui non esistevano larghi viali perpendicolari o paralleli, tipici, invece di insediamenti latini come ad esempio Torino, costruita sull’impianto dell’antico castrum romano), sulle quali si affacciano piccoli appartamenti attraverso altrettanto piccole finestre. Quando ne avrete avuto abbastanza (o meglio, quando l’orologio vi imporrà di averne avuto abbastanza), proseguendo lungo via Solferino, incrocerete corso Garibaldi e procederete verso nord fino oltre Porta Garibaldi, una delle antiche porte della città vecchia, squarci che si aprivano nella cerchia di mura che circondavano Milano (la cui migliore descrizione è contenuta nei Promessi sposi, romanzo di ambientazione secentesca scritto da quell’intelletto fine che fu Alessandro Manzoni).
  5. Una volta lasciato alle vostre spalle in quartiere degli artisti, vi troverete catapultati nel bel mezzo della movida di corso Como, zona piena di locali e di posticini alla moda, uno dei quali non potrà che lasciarvi di stucco: non farò nomi, ma vi basti sapere che, contrassegnato da un ingresso piuttosto anonimo, questo luogo nasconde un vero e proprio giardino incantato, illuminato in ogni stagione da centinaia di lampadine che rendono l’atmosfera, gli acquisti e i costosi aperitivi davvero magici. Proprio questa parte del capoluogo lombardo, ultima tappa del nostro breve itinerario, in anni recentissimi è diventata, infatti, oggetto del rinnovamento urbanistico cittadino: assieme al nuovissimo quartiere di “City Life” (zona Portello) e alle tre torri degli “archistar” Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, l’area raccolta attorno alla stazione Garibaldi forma il polo più innovativo e all’avanguardia in campo architettonico di Milano, dove nelle sere o nei pomeriggi invernali, passeggiando all’ombra del Bosco Verticale dello Studio Boeri, potrete trascorrere qualche ora in compagnia di amici o della vostra dolce metà pattinando sul ghiaccio, o curiosando tra i mercatini disposti tra piazza Gae Aulenti e Alvar Aalto (entrambi celebri architetti, la prima, in particolare, è stata responsabile della risistemazione urbanistica della zona Cadorna).

Se questo breve excursus sulla metropoli del Nord Italia vi ha incuriosito, non potrete che concordare con noi sul fatto che, come si dice da quelle parti, Milan l’è semper on gran Milan!